Ecco come tagliare le bollette elettriche “grazie alle rinnovabili”

Secondo “Elettricità futura” ‘associazione della confindustria “Se avessimo già raggiunto il target Green deal 2030, l’Italia risparmierebbe 30 miliardi di euro all’anno».

Tra tutte le fonti energetiche, le rinnovabili ormai sono le più economiche a livello globale, e anche in Italia potrebbero tagliare le bollette elettrica di circa 30 miliardi di euro l’anno, come spiega Elettricità futura – ovvero la principale associazione confindustriale attiva nel comparto elettrico.

Con l’attuale mix di generazione (40% rinnovabili sul totale di generazione elettrica), la bolletta elettrica complessiva in Italia sarà di circa 75 miliardi di euro nel 2021 (+70% rispetto al 2019), ma «se avessimo già raggiunto il target Green deal 2030, cioè 72% di rinnovabili sul mix di generazione elettrica, il costo complessivo della bolletta sarebbe 45 miliardi rispetto ai 75 miliardi di euro, cioè inferiore del -40%. E l’Italia risparmierebbe 30 miliardi di euro all’anno».

Come? «Oggi in Italia è possibile fare Ppa (Power purchase agreement, ovvero un contratto a lungo termine per l’acquisto di energia rinnovabile, ndr) con un prezzo fisso per 20 anni inferiore a 68 €/MWh, come dimostra il prezzo assegnato dalle aste del Dm Fer1 per eolico e fotovoltaico, un quarto rispetto al prezzo spot di dicembre di circa 280 €/MWh e meno di un terzo del Pun degli scorsi giorni pari a circa 220 €/MWh».

Dato il 60% circa dei consumi nazionali di elettricità viene ancora soddisfatto attingendo a fonti non rinnovabili – percentuale che sale all’80% circa guardando a tutta la domanda primaria di energia –, il nostro Paese è stato invece investito appieno dalla crisi energetica del gas che imperversa in Europa.

«Il quadro geopolitico e geoeconomico attuale, sommato alla crisi della supply chain, hanno portato – spiega Elettricità futura – a un costante aumento dei prezzi dell’energia in Ue. In Italia, gli effetti degli aumenti si vedono sul Mercato del giorno prima (Mgp) dove si forma il Prezzo unico nazionale (Pun) e che funziona secondo il criterio del prezzo marginale, che, considerato il del parco di generazione elettrica italiano, porta le unità termoelettriche a gas a dettare il prezzo dell’elettricità».

A svantaggio di tutti: «Il costo dell’energia elettrica sale perché è aumentato di circa quattro volte il prezzo del gas rispetto alla media degli ultimi anni (oggi è circa 80 €/MWh al Ttf a fronte di circa 20 €/MWh in media negli scorsi anni) con cui viene prodotta la maggior parte dell’elettricità in Italia e in molti Paesi europei».

A fronte di quest’evidenza è chiaro che la soluzione strutturale al problema del caro bollette passa dalle rinnovabili, eppure paradossalmente questi impianti crescono col contagocce dal 2014: difficile uscirne senza un profondo cambiamento nelle regole che ne governano la messa in opera.



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