Come funziona il fascismo? (Le forme nelle quali si può ripresentare un fenomeno mai debellato)

I 75 anni dalla liberazione non sono solo tempi di nostalgie ma anche di riflessione. Ad esempio, riflettere anche sulle forme nelle quali si può presentare nuovamente un fenomeno che non è mai stato debellato e che, comunque la si pensi, è bene conoscere. La riflessione può essere aiutata da uno storico come Luciano Canfora, (Professore emerito all’Università di Bari, dirige i Quaderni di Storia, collaboratore del Corriere della Sera e della rubrica di storia della RAI, autore di innumerevoli libri a partire da “La storia della letteratura greca” fino ai giorni nostri). Ho trovato e preso in prestito dalla Biblioteca Piancastelli di Fusignano, prima che chiudesse i battenti “causa virus” un libretto dal titolo “Fermare l’odio” (una settantina di pagine in corpo 12, edito da Laterza) che fornisce un orizzonte su quanto è accaduto dall’avvento del fascismo ai giorni nostri.

Come tutti gli storici, nel suo lavoro su questi argomenti, si avvale dei pareri di altri storici e/o filosofi. In questo caso si tratta di due libri recenti il cui destino si è intrecciato con lo scontro politico in Italia nel tempo a noi più vicino. Si tratta di un libro edito nel 1995 da Umberto Eco rilanciato nel 2018 da “La Nave di Teseo”, la casa editrice della sorella di Sgarbi. Il titolo è “Il fascismo eterno”. Sempre nel 2018 è uscito un altro lavoro. L’autore è Jason Stanley, Docente di filosofia all’Università di Yale (USA). Titolo “Noi contro loro. Come funziona il fascismo”. Editore Solferino.

I due autori spiega Luciano Canforaapprodano entrambi a conclusioni simili: esiste un fascismo profondo, sempre desto, i cui ingredienti sono: il passato mitico, l’anti-intellettualismo, il culto della gerarchia, il vittimismo, legge e ordine, a tacere di altre forme di ansia patologica e facilmente attizzabile (Stanley); culto della tradizione, rifiuto del modernismo,culto dell’azione per l’azione, paura delle differenze, appello alle classi medie frustrate, ossessione del complotto, disprezzo per i deboli, pacifismo come collusione col nemico, machismo, populismo spregiatore del parlamentarismo, ricorso ad una neolingua semplificatrice (Eco) che coniò come termine riassuntivo di tutto ciò la formula Ur-fascismo”.

Jason Stanleysottolinea Canforapone efficacemente l’accento sul vittimismo che alligna tra coloro che appartengono al gruppo dominante : Ci tolgono il lavoro! Ci molestano le donne! Mangiano senza lavorare! Noi siamo lavoratori onesti e abbiamo conquistato un posto nella società con la fatica e grazie ai nostri meriti. Loro sono pigri, vivono alle nostre spalle sfruttando la generosità del welfare o l’aiuto di istituzioni corrotte come i sindacati. Noi facciamo e loro prendono”

L’UR-fascismo – concludeva Eco – può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo.

Luciano Canfora racconta che nonostante Umberto Eco fosse morto da due anni ci fù (Ernesto Galli della Loggia che lo bollò come “le vacue genericità di Umberto Eco sull’Ur-Faschismus”.

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La “quarta” di copertina riporta una frase di Primo Levi che recita così: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perchè ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”. Come dargli torto ……?



Categorie:Le notizie

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