QUESTO E’ IL MIO PAESE

Si può capire che ci si rifugi nello scherzo per tentare di sconfiggere ansia e paura che provocano lo stare reclusi in casa per giorni non sapendo quando finirà. C’è anche chi – come chi scrive – fa parte di quella classe di età che viene giudicata più a rischio. Molti di questi andavano a scuola quando in prima elementare si facevano solo tante aste. Adesso che ci sono i mezzi informatici qualcuno cerca di dimostrare di essere ancora per un po’ utile a se stesso e agli altri usando lo strumento dei “social”. Credo che molti di questi si vogliano sentire parte di una comunità larga, che vuole continuare ad aprire dialoghi, ascoltare, leggere ed esprimere opinioni, coltivando l’illusione di avere ancora qualcosa da dire. Ho l’impressione che queste persone siano, come noi, piuttosto infastiditi dal modo in cui vengono usati questi nuovi mezzi di comunicazione in questo contesto non riuscendo ad andare oltre i “mi piace” che, come noto servono solo per “profilare” il cliente (quando non di peggio) a scopi commerciali.

E’ possibile che in una situazione come questa, alle prese con un nemico che non si vede e del quale si troppo poco, molti ignorino le possibilità positive dei mezzi di comunicazione e, nel tentativo di sconfiggere la paura, si rifugino nella lamentela, nel cercare i colpevoli, i nemici, con attacchi indiscriminati a chi ha il compito di decidere giorno per giorno, ora per ora, cosa dire, cosa fare per fare bene il proprio lavoro? Troppi “Aaa, ma se avessero fatto così”, se avessero fatto cosà. Solo chi non fa nulla, non fa errori. Troppi i saggi che sanno tutto il giorno dopo, troppi che giudicano non sapendo nulla, troppi che pretendono di sapere ciò che non sanno e spesso non fanno nulla. Ma questo forse è un bene: chi non riesce a capire è meglio non faccia niente per evitare gravi danni.

Per questo mi è piaciuto, e faccio mio quel che ha scritto magistralmente in questi giorni, una persona che non conosco, se non per nome e cognome (Massimo Ghirelli) che ho trovato (e lo confesso) ho copiato, dal Blog di Daniele Barbieri & altri.

Questo paese del corona virus,dove chiedono 300 medici e arrivano 8mila risposte, uomini e donne pronti a dare la vita.
Questo paese di presidenti galantuomini, che trovano le parole per ridarci la dignità, di sindaci che non si vergognano di piangere i loro morti, di giovani soldati che accompagnano al cimitero quelli che non possiamo nemmeno abbracciare per l’ultima volta, di professori che imparano a insegnare a distanza con i media che usano i ragazzi, di giornalisti vecchi e giovani che affrontano i rischi delle zone rosse per farci sapere quello che abbiamo il diritto di sapere.

Questo paese di naufraghi che pescatori e marinai salvano in mezzo al mare, di migranti che parlano i nostri dialetti e assistono i nostri vecchi, di chiese che aprono le loro porte per ospitare quelli che non hanno una casa, di terrazze aperte, di bandiere cucite dalle donne, di canzoni che sfidano la paura.

Questo paese di carabinieri senza pennacchio, di maestre senza cattedra, di infermieri senza mascherine, di sacerdoti senza paramenti, di soldati senza fucili: di eroi normali.
Questo è il mio paese.”



Categorie:Le notizie

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