Elezioni comunali nella Bassa Romagna: Non emerge un impegno concreto a favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte. Serve discontinuità nella gestione della cosa pubblica.

A una settimana dalle elezioni amministrative del 26 maggio il “gruppo eterogeneo” che ha partorito il “Programma per la Romagna Estense”, presentato pubblicamente un paio di mesi fa, con alcune iniziative locali ha raccolto migliaia di visualizzazioni sui “social”. Dopo l’invito agli elettori a dare il proprio voto sulla base dei programmi, l’accento del gruppo è sulla disponibilità dei candidati a favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano. Allo stato alcune liste e diversi candidati, hanno raccolto idee e proposte derivate dal Programma per la Romagna Estense. Servono però procedure di consultazione e partecipazione concreta alla elaborazione delle politiche regionali e locali. Anche nelle questioni più scottanti e recenti si susseguono rassicurazioni preelettorali ondivaghe e da verificare.

Basti citare le vicende che riguardano le trivellazioni, lo stoccaggio in sovrappressione del gas, il miglioramento della vivibilità nei centri abitati, lo stato dei servizi alla mobilità con il taglio delle corse dei treni e dei servizi di biglietteria, le vicissitudini delle cosidette ferrovie “rami secchi” e quella del ripristino della Budrio/Massalombarda. E’ fuor di dubbio che serva una sostanziale “discontinuità” rispetto alle ultime gestioni della cosa pubblica. Ferma restando la salvaguardia delle prerogative delle istituzioni democratiche, vanno ripensate le modalità per garantire la partecipazione attiva (e non formale) dei cittadini agli atti di governo che vengono messi in atto.

La ricostruzione di un rapporto effettivo e concreto fra istituzioni e cittadini richiede di integrare la delega quinquennale – consegnata tramite elezioni – con un processo di partecipazione continua delle organizzazioni sindacali, delle associazioni e di comitati rappresentativi. Le politiche locali per essere effettive e concrete devono basarsi sulla partecipazione dei cittadini. E’ necessario passare da una pratica di informazione passiva e rituale (tipo quella fornita con le ultime assembleee sui rifiuti) a metodi di comunicazione che facilitino il coinvolgimento reale nelle scelte principali dell’Amministrazione Pubblica.

A sua volta anche il governo dell’Unione dei Comuni deve porsi a supporto del rilancio dell’autorevolezza e del potere gestionale dei Consigli Comunali democraticamente eletti, correggendo una separatezze e mancanza di trasparenza nei procedimenti. Diversamente non si avranno nè la restituzione alla politica della autorevolezza necessaria per far funzionare il governo locale nè una nuova capacità di interpretazione dei bisogni del sociale (e la mobilitazione di energie necessarie per il conseguimento del bene comune).

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Categorie:Dall' Emilia Romagna, Le notizie

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