Treni locali nella Romagna Estense. Cosa fanno i sindaci di fronte a indebolimento e abbandoni delle linee ferroviarie?

Quali sono le intenzioni dei 9 comuni della Bassa Romagna (o Romagna Estense) dopo le varie azioni messe in atto dalle aziende concessionarie delle ferrovie, in relazione alle tre linee su ferro che attraversano il loro territorio e potrebbero collegare un’area che conta 100 mila residenti, alle realtà urbane di Ferrara, Ravenna, Faenza/Firenze, Imola/Bologna?

Nonostante il Piano Regionale Integrato dei Trasporti della Regione Emilia Romagna preveda la priorità della modalità ferroviaria nei trasporti locali, regionali e nazionali, fin dalla prima versione, le azioni concrete sembrano insistere in un’altra direzione. Qualche segnale positivo si vede sul collegamento fra Ravenna, Imola, Bologna e Bologna: oggi ci sono più treni e, per le nuove corse, una velocità d’esercizio più consona alla potenzialità delle locomotive. Il resto del servizio appare sempre più in via di abbandono. Questa sensazione si fa certezza di fronte al depotenziamento della Ferrara/Rimini e allo smontaggio progressivo della tratta che collega Lavezzola, Conselice, Massalombarda, S. Agata, Lugo, Cotignola, Granarolo, Faenza. E dire che le possibilità di quella linea sono infinite. Una utilizzazione razionale della tratta potrebbe consentire di collegare la “Romagna Estense” alle città di Ferrara e Firenze (via Lugo e Faenza) e incentivare così il traffico verso la realtà occidentale del Parco del Delta del Po. Una scelta di questo tipo potrebbe servire il traffico locale dell’area e sviluppare quello turistico fra realtà e luoghi di grande importanza, consentendo agli amministratori di andare al di là dei vuoti proclami e costruire davvero qualcosa di concreto e utile. Se a queste proposte si aggiunge un’altra delle promesse da sempre presente nel PRIT (cioè il ripristino della tratta fra Massalombarda, Sesto Imolese, Medicina, Budrio/Castenaso/Bologna) si avrebbe un risultato concreto in termini miglioramento dei servizi di trasporto di una vasta area presente nel triangolo compreso fra Ravenna, Ferrara e Bologna (comprendenti città, pianure, spiagge e zone umide di grande pregio paesaggistico). Si tratta di scelte che segnerebbero davvero – se attuate – il passaggio ad un’azione preziosa per lo sviluppo virtuoso di aree in decadenza e alla riduzione effettiva dell’inquinamento atmosferico determinato dal trasporto su gomma.

Su questi temi il dibattito è caratterizzato da spinte dal basso, che non vengono raccolte dalle pubbliche amministrazioni, nonostante gli studi e le indagini giudichino conveniente la scelta in questa direzione. Si continua infatti ad insistere sulle richieste di potenziamento della modalità stradale incuranti degli allarmi presenti in relazione a intasamenti e inquinamento dell’aria.

A questo proposito vanno segnalate le posizioni assunte da molti soggetti, che sollevano anche l’esigenza del miglioramento dei servizi ai viaggiatori e in particolare dell’accoglienza e informazione che potrebbe far capo alle stazioni ferroviarie.

Tratto di ferrovia dimenticata fra Massalombarda e Budrio

Per approfondire il tema da vedere in proposito…

 

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