Festambiente al bivio? O si impone una riflessione sulla necessità di un adeguamento della Legambiente dopo quasi 40 anni?

Un articolo su Greenreport, scritto dopo la fine dell’edizione 2017 di Festambiente, firmato da Umberto Mazzantini, pone l’accento sul ruolo della maggiore iniziativa di Legambiente che si svolge da decenni a Rispescia (Grosseto).

La festa è sempre stata una manifestazione che fornisce una grande occasione per presentare l’attività dell’associazione e confrontare le proprie opinoni e proposte con quelle di rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche, dell’economia e della società.

Evidenziando e interpretando parti e il senso dell’articolo, e aggiungendo brevi considerazioni, invitiamo i nostri lettori a leggere il testo integrale raggiungibile dal link posto alla fine del nostro pezzo.

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Le osservazioni e riflessioni di Mazzantini annotano che la festa “ha mostrato uno scollamento tra il “sentire comune” e una formula di successo che ha però evidente necessità di cambiamenti”.

Precisando il suo parere sul rapporto con la politica, riferendosi ai dibattiti della festa – ma evidentemente non solo a quelli – l’autore annota che “è certo che ministri, sottosegretari, capi di Partito, assessori regionali non “tirano più”  che la politica, anche quella ambientale, sembra avvitata in un’eterna discussione sugli stessi temi che, dibattito dopo dibattito, nessuno risolve”.

Una volta fatti i complimenti all’associazione del Cigno la politica (sia il governo che l’opposizione rappresentate da sempre nei dibattiti della festa) continuano “come prima e più di prima a fare come gli pare e spesso il contrario di quanto dichiarato essenziale, urgente e ineludibile sul palco di Festambiente”.

Diventa quindi lampante la relazione con quanto aggiunge poi è cioè che “Lo scollamento tra i frequentatori di Festambiente e le iniziative “politiche” è apparso crescente e  a volte Legambiente – associazione per eccellenza dell’ambientalismo politico – rischia di essere vista come troppo contigua ad una politica liquida, inafferrabile, che ragiona di tutto e con tutti, dicendo a tutti quel che vogliono sentirsi dire”.

Se come nessuno può smentire e come afferma lo stesso Mazzantini che l’Italia “ vorrebbe vivere in un Paese migliore ma che non lo cerca più nella politica” come può non apparire “lontana e marginale anche dalla vita dei giovanissimi volontari e dai militanti del Cigno Verde che pure ogni giorno fanno, concretamente, politica e cultura ambientale con e per Legambiente”.

La riflessione arriva ad affermare in relazione a Festambiente che la festa si è ridotta a “guardare con disincanto la politica italiana liquefarsi senza idee o al massimo con qualche tecnicismo di valore”.

Cercando di sintetizzare la proposta di Mazzantini non si può che convenire con lui anche se quelli che lui chiama adeguamenti non sono sempre possibili se si privilegia gelosamente la conservazione della struttura. Bisogna riscoprire le ragioni e la partecipazione che Legambiente (e la parte migliore del movimento ambientalista), hanno saputo mettere in campo nei momenti in cui è stato necessario il cambiamento, privilegiando gli obiettivi politici concreti. Tutto questo per “costruire…. quell’economia civile e circolare, quella società sostenibile, anche umanamente e culturalmente, che incrocia ancora troppo poco politica e ambientalismo”,

N.B. Le parti in neretto e la foto sono prese dall’articolo di Umberto Mazzantini pubblicato da Greenreport

Link all’articolo di Greenreport

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Categorie:I documenti, Le opinioni

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