Qualche riflessione sul turismo invernale nelle Alpi e il cambiamento climatico

cipra-e-tursimo-invernaleIl turismo ha portato ricchezza nelle Alpi e, per molte località, continua ad essere un’importante fonte di reddito. Ma, anche se le realtà del turismo invernale sono molto differenziate sulle Alpi, esistono due elementi che le accomunano e che ne minano la sostenibilità: l’aumento delle temperature e il cambiamento del comportamento dei visitatori, per esempio il numero delle cosiddette “giornate di sci” e la durata dei soggiorni stessi sono tendenzialmente in diminuzione da anni. Recenti studi rivelano che da un quarto ad un terzo delle stazioni sciistiche è in deficit anche a causa del fatto che gli sport invernali non sono più popolari. Inoltre gli ospiti non si limitano più a voler sciare, ma vogliono anche escursioni con le ciaspole, ascoltare concerti, rigenerarsi in centri wellness e frequentare corsi di meditazione, gustare le specialità regionali o avvicinarsi alla cultura e alle tradizioni locali. Infine, specialmente tra i più giovani solo alcuni praticano questi sport e, per lo più, occasionalmente.

Oltre alle preferenze che cambiano poi, l’altra sfida per le località turistiche è il cambiamento climatico. Già ora, nell’arco di un anno, al di sotto dei 1000 metri cade più pioggia che neve e le stagioni sciistiche diventano sempre più corte. Inoltre la neve artificiale è solo un palliativo perchè per produrla sono necessari da tre a cinque giorni consecutivi con temperature inferiori a zero gradi, che si verificano sempre più di rado. Secondo le previsioni per il futuro soltanto le aree al di sopra dei 1800 metri potranno contare sul turismo sciistico. E le altre?

Il CIPRA a tal proposito ipotizza una trasformazione socioeconomica. Nel comunicato si legge che tale transizione si dovrà basare sulla qualità della dei turisti ma anche degli abitanti. Per questo si ritengono necessarie strategie regionali che coinvolgano tutti gli attori delle località e che comprendano tutti gli aspetti della singola specifica realtà. Con un’ impostazione di questo tipo il turismo può rafforzare l’identità e garantire la sostenibilità delle destinazioni turistiche, in sintonia con l’Anno internazionale dell’ONU del turismo sostenibile per lo sviluppo. Come riportato nel documento conclusivo del vertice Rio+20, “un turismo ben progettato e ben gestito può dare un contributo significativo alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, intrattiene stretti legami con altri settori e può creare posti di lavoro dignitosi e generare opportunità commerciali”.

Gli interventi di sostegno al turismo, quindi, devono concentrarsi su misure integrate, a lungo termine e rivolte al futuro, a favore non di meno di un turismo sostenibile invernale o su tutto l’arco dell’anno, che mantenga la creazione di valore. Rispetto a come impostare questa transizione, e le sfide intrinseche, se ne discute nella presentazione interattiva del CIPRA intitolata “Turismo invernale – una destinazione imposta il cambiamento” in cui, seguendo il percorso decisionale di una regione alpina immaginaria, si illustrano le possibili conseguenze delle decisioni assunte; tra le opzioni contemplate vi è anche l’abbandono del turismo. Ulteriori informazioni, link e fonti di approfondimento sono disponibili nel dossier online “Turismo invernale nelle Alpi”.

Per saperne di più……..

 

 

 

 

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