Corno alle Scale, Abetone e Doganaccia: un megaprogetto per nuovi impianti sciistici che guardano al passato con spreco di risorse preziose per costruire il futuro.

5.1.2

Un circolo dell’associazione ambientalista “Legambiente”, che opera anche nell’Alta Valle del Reno, ha lanciato un allarme contro il progetto sciistico che si vorrebbe far passare, in nome del rilancio turistico dell’Appennino. Si tratta di un vecchio mega/progetto vagheggiato oltre 50 anni fa per unire le tre stazioni sciistiche di Corno alla Scale, Doganaccia e Abetone. Per realizzare questo progetto si prevede di spendere circa 40 milioni di euro per la realizzazione delle opere, con finanziamenti europei, nazionali e locali, destinati al rilancio dell’Appennino Tosco-Emiliano. Si tratta di fondi che sarebbero meglio impiegati se investiti in start-up sostenibili e imprenditoria giovanile; riqualificazione e decoro urbano; agricoltura montana biologica; piccolo artigianato; piste ciclabili; ripristino sentieristica; cura dei boschi e recupero dei borghi antichi; sostegno alle strutture di ospitalità (tradizionale e innovativa); servizi turistici professionali; formazione; cartellonistica.

Il finanziamento di questo megaprogetto porterebbe un vantaggio solo ai gestori degli impianti, da anni spesso inattivi anche in periodo invernale per mancanza di neve e sempre alla ricerca di sostegni per la gestione. Purtroppo si tratta di un turismo in flessione; con un impatto ambientale in misura tale da compromettere la promozione dell’occupazione in montagna e il rilancio del turismo, in crisi e ai minimi storici, in quanto antitetici rispetto alle vocazioni e alle caratteristiche specifiche dell’Appennino e alle tendenze turistiche in atto.

Tra l’altro si tratterebbe di una scelta sbagliata anche in relazione ai cambiamenti climatici in corso, documentati dal nuovo Atlante climatico dell´Emilia-Romagna – edizione 2017 realizzato da ARPAE. Gli organi tecnici della regione certificano i cambiamenti in corso: le temperature medie regionali che sono aumentate e;  le precipitazioni che sono diminuite. E’ ormai certo che siamo già dentro notevoli cambiamenti stagionali con estati più aride e autunni più piovosi.  Appare assurdo – notano i dirigenti locali di Legambiente – che in questa prospettiva ci sia chi propone un progetto di implementazione della rete di seggiovie e funivie per sviluppare il turismo sciistico invernale destinato a reggere sull’innevamento artificiale delle piste.

Dal canto suo il Club Alpino, ricorda che l’impianto risulta in gran parte compreso nel Sito di Importanza Comunitaria (e Zona di Protezione Speciale) di Monte Cimone, Libro Aperto, Lago di Pratignano. La normativa regionale prevede per queste aree “Misure Generali di Conservazione”. Ovviamente sono salvaguardati soltanto gli interventi di sostituzione e ammodernamento anche tecnologico degli impianti di risalita delle piste da sci esistenti necessari per la loro messa a norma rispetto alla sicurezza. Tra l’altro, scelte diverse si troverebbero probabilmente di fronte anche a un non disponibilità delle autorità nazionali ed europee  ad un uso improprio dei fondi dell’Unione Europea destinati alla salvaguardia e valorizzazione delle aree protette e dell’attività turistica sostenibile.

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Categorie:Dall' Emilia Romagna, Le news

1 reply

  1. c’e’ una petizione in atto ? si raccolgono firme?

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