Le città “smart”: Stoccarda, da città industriale a modello ecologico – Le sei azioni di una politica ambientale vincente

stoccarda03Continuiamo ad occuparci delle città giudicate tra le più “smart” (cioè intelligenti, sveglie, innovatrici) dopo il report su Copenaghen.

Quella che pubblichiamo di seguito è la sintesi del rapporto su di una visita fatta a Stoccarda, quasi dieci anni fa, da Manuela Guglielmi, una ricercatrice con un occhio molto attento alla situazione nella città di Bologna (la sua città). La decisione di scegliere la capitale del Baden Wurttemberg per una tesi universitaria nacque dall’esigenza di trovare un esempio concreto utile per Bologna, data la somiglianza delle due città e le caratteristiche simili come la densità abitativa, la morfologia collinare e uno stato di partenza caotico e inquinato.

L’intenzione dell’autrice era portare spunti studiando una città non conosciuta. Non avrebbe avuto molto senso portare un esempio di città più grandi. Aveva ascoltato alcuni racconti di chi aveva già visitato Stoccarda. Non si trovavano però materiali aggiornati da consultare a parte alcuni libri di architettura e informazioni sulla rete dei trasporti. La decisione fu quella di andare a vedere di persona attraversando la città passo passo, con ogni mezzo, per vedere con i suoi occhi, calcolare le distanze, valutare i tempi e ascoltare opinioni e pareri. Si mise quindi per alcuni giorni nei panni di un cittadino, effettuando una ricerca sul campo, scoprendo che Stoccarda era la capitale dello shopping, con un maggior numero di negozi anche grazie alla pedonalizzazione; che le paure dei commercianti bolognesi erano infondate e che, anzi, la pedonalizzazione aveva fatto aumentare i clienti. C’era lì la dimostrazione concreta che non è un territorio in salita e discesa che frena lo sviluppo di una mobilità sostenibile, nè le lunghe distanze, nè i limiti economici.

Ogni lettore scorrendo le righe del rapporto potrà farsi un’idea delle similitudini e/o delle differenze ancora esistenti ancora fra Bologna e la capitale del Baden Wurttemberg.

La redazione.

manuela-guglielmi-fotoManuela Guglielmi

Stoccarda da città industriale a modello ecologico – Storia della svolta green di una città: le sei azioni di una politica ambientale vincente

Negli anni ottanta Stoccarda si presentava come una città inquinata e caotica, l’ antica struttura urbana era stata gravemente alterata dalle distruzioni della seconda guerra mondiale, dalle esigenze della ricostruzione e dal successivo inserimento di una complessa e dispendiosa rete viaria, nel centro urbano, adeguata al traffico automobilistico. Il nucleo della città storica, del diametro di mille metri appena, era stato smembrato in un gran numero di piccoli isolati soffocati da un traffico intenso. Le strade ad alto scorrimento avevano isolato la zona centrale, compromettendone la struttura urbanistica. Moltissimi abitanti si spostarono dalla città lasciando aperti nuovi problemi sociali e funzionali, il centro era sovraffollato di giorno e deserto la notte. Vi erano inoltre elevati livelli di inquinamento derivanti dalla forte concentrazione dell’industria automobilistica e dalla sua posizione di fondovalle. Questa situazione rese la tutela ambientale un argomento di grande interesse per gli abitanti e indusse a ripensare quelle teorie che volevano una netta separazione tra le zone lavorative e quelle residenziali.

centro-giovani-di-stoccarda-wangen1Nel 1978 il Baden-Württemberg è stato il primo lander tedesco ad eleggere nel proprio parlamento, rappresentanti del partito dei Grünen. Da quel momento il partito ambientalista ha cominciato ad avere un’importanza sempre più crescente nel panorama politico locale e regionale. Negli anni ottanta Stoccarda è stata una delle prime municipalità a introdurre la raccolta differenziata dei rifiuti domestici e a rendere obbligatorio il “rinverdimento” dei tetti.

Nel tentativo di richiamare i residenti verso il centro della città, il governo locale avviò una serie di importanti progetti di rigenerazione del tessuto urbano, tra cui la creazione di una delle prime zone pedonali in Europa, la costruzione di ponti pedonali sulle strade ad alto scorrimento e un progetto pilota per risanare il quartiere centrale, attraverso il recupero del tessuto tradizionale composto da residenze, attività artigianali e piccole aziende.

La svolta urbanistica si è concretizzata grazie a una politica ambientale strutturata, riassumibile in sei azioni integrate le une alle altre, all’ interno di un’unica e chiara visione d’insieme.

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TPI

TRASPORTO PUBBLICO INTEGRATO

Da ogni punto della città, anche dal più periferico, si raggiunge il centro con la U-BAHN, un sistema di trasporto pubblico che si sviluppa per oltre 120 km di tratta su una superficie di 207,36 km², integrando linee veloci interrate a binari fuori terra. Partendo dal centro, la U-Bahn permette di raggiungere in 10 minuti la periferia sud a 4 km e mezzo di distanza ( quartiere di Degerloch). Dalla periferia sud alla periferia nord, una distanza di 8 km è percorribile in venti minuti (Degerloch-Rosenstein Park) e lo stesso tempo è garantito per un percorso di quattro/cinque km sia in direzione est che ovest (Degerloch- Sillenbuh).

A questa copertura contribuisce una rete di trasporto disegnata su linee che collegano le tratte principali ortogonali e di direzione centrale. Guardando una mappa della rete dei trasporti di Stoccarda non si trovano aree scoperte, per andare da un punto ipotetico A ad un punto ipotetico B dove A è su una linea principale di direzione centrale e B è spostato a ovest, vi è sempre una linea diagonale che collega il punto B alla linea principale senza passare obbligatoriamente per il centro, risparmiando così tempo e distribuendo meglio il carico delle linee principali, evitando sovraffollamenti e disservizi. Il tempo d’ attesa non supera mai i dieci minuti e i tempi indicati dalle tabelle esposte al pubblico, sono rispettati. La capienza dei treni è stata studiata in base all’affluenza della linea ed è consentito portare al seguito una bicicletta. Puntualità e frequenza dei treni permettono un viaggio confortevole anche nelle ore di punta. Le fermate sotterranee della U-Bahn sono luminose, prive di vicoli ciechi, vive di attività commerciali, dipinte con colori allegri e attraversate da musica in filodiffusione.

stuttgart-cremaglieraE’ il mezzo più utilizzato dai cittadini per ogni tipo di spostamento. Anche le colline che circondano la città, sono ben servite grazie alla Zahnradban, una ferrovia a cremagliera inaugurata nel 1884, ammodernata con servizio di trasporto biciclette. Le colline sono raggiungibili anche a piedi, tramite una serie di gradini nel verde che iniziano da Marienplatz. In alcune zone dei quartieri periferici, la U-Bahn lascia il posto ad autobus che transitano su corsie dedicate.

TUTELARE PEDONI E CICLISTI

I percorsi pedonali e ciclabili sono valorizzati da una netta separazione dalle strade, attraverso sovrappassi, sottopassi e passaggi alternativi all’interno di percorsi verdi. Nella maggior parte delle strade a grande scorrimento, l’ attraversamento pedonale, avviene esclusivamente tramite sottopassaggi dove il controllo sociale è garantito dalla presenza di piccole e numerose attività commerciali. Evitare la fermata dei veicoli in superficie, in corrispondenza di strisce pedonali, riduce le emissioni da veicoli in fermata, i tempi di spostamento degli automobilisti e i rischi derivanti dall’ incontro dei due tipi di spostamento.

RIGENERAZIONE DEL TESSUTO URBANO

Per richiamare i residenti verso il centro città è stata creata una delle prime zone pedonali in Europa, per un’ estensione di 5 km. L’ area ha inizio sulla Köningstraße, strada centrale di un km, sulla quale si affacciano negozi, ristoranti, hotel, banche e uffici. Attraverso questa strada si raggiungono le piazze principali, il municipio, il teatro, il mercato settimanale e quello coperto giornaliero. Gli unici veicoli ammessi, sono i mezzi per il trasporto di merci che riforniscono le attività, con accessi regolati da orari prestabiliti. L’area è alberata, rifornita di panchine e fontane. All’esterno di quest’area ci sono parcheggi scambiatori per le auto con sviluppo verticale a ridosso delle fermate della U-Bhan. Il centro ritorna così ad essere un luogo di relazioni, di vita, di sosta, una meta e non solo un “non luogo” di passaggio. Da questa area pedonale ha inizio la “U verde”.

u-greenUN POLMONE VERDE NEL CENTRO CITTA’

E’ chiamata “U verde”, 200 ettari di parco che partendo da Schlossplatz si sviluppano per 8 km raggiungendo la periferia, integrandosi con la città e diventando un’alternativa alle strade ad alto scorrimento. E’ un ampio percorso ciclo-pedonale, affiancato dalla U-Bahn, ricco di specchi d’ acqua, punti di ristoro e centri di aggregazione. Lunghe file di alberi ad alto fusto nascondono il retro grigio delle fabbriche e i treni della S-Bahn. Il percorso assume forme differenti a seconda degli ostacoli che incontra, può restringersi in alcuni punti, trasformarsi in ponte quando incontra le strade ad alto scorrimento o diventare un vero e proprio parco. Grazie alla U Verde si raggiungono a piedi alcuni dei punti di interesse della città, come il Teatro la-u-verde-di-stoccardaprincipale, il Planetario e i Giardini del Castello. Dalla piazza centrale della città si possono così raggiungere i parchi Roosenstein, Leibfiieè e Wartberg in un contiuum verde che arriva fino all’ area fìeristica di Kllesberg. Il percorso termina nel bosco, all’ estremità nord della città.

REGOLAMENTI EDILIZI CHIARI E POLITICHE INCENTIVANTI

Ogni edificio è considerato come un organismo autonomo in modo da ottimizzarne la costruzione, l’uso e la manutenzione. Nel 1997 sono stati introdotti nuovi regolamenti che impongono di applicare a tutti gli edifici pubblici il 25% d’isolamento in più rispetto alla quantità richiesta dai precedenti regolamenti edilizi (già considerati i più restrittivi in Europa). Il costo di questo investimento viene ammortizzato da una riduzione dei consumi energetici annui per il riscaldamento attorno al 30%. Stoccarda è così riuscita a ridurre le emissioni di anidride carbonica senza aumentare i costi immobiliari.

Nel 2000 sono state costruite 52 case a schiera vendute a famiglie giovani e a basso reddito nel quartiere di Feuerbach, riscaldate con l’80% in meno di energia rispetto a quella consentita nei regolamenti in vigore; questo risultato è stato ottenuto con alcune semplici regole: super isolamento degli edifici, impermeabilità all’aria, sfruttamento dei principi bio-climatici, vetri ad elevate prestazioni e sistema di ventilazione a doppio flusso. Alcune misure di risparmio energetico sono state applicate ad edifici esistenti sia pubblici che privati. La vendita dei lotti di terreno è vincolata alla realizzazione di abitazioni che rispettino tali criteri e standard ben definiti. Il comune ha erogato finanziamenti ai proprietari o affittuari per l’installazione di pannelli solari o vetri ad alta efficienza per il 15-20% dei costi sostenuti. Inoltre Stoccarda ha partecipato al programma europeo “SAVE II” istituendo così un centro di consulenza energetica per aiutare gli investitori privati ad adeguare gli immobili in questa direzione.

tetto-verde3Il programma Housing 2000 ha visto la costruzione di diciannove abitazioni bifamiliari e sette edifici più grandi, contenenti cento unità abitative destinate ad essere affittate, con soluzioni innovative per risolvere i problemi dell’inquinamento atmosferico e acustico e altre questioni legate all’ambiente urbano.

Un’altra iniziativa è il progetto pilota Preiswertes Wohneigentum (abitazioni ad alto valore) diretto alle famiglie giovani con più di un figlio che hanno cosi la possibilità di acquistare case economiche e nello stesso tempo sostenibili. Queste abitazioni soddisfano gli standard di quelle a basso consumo energetico, sono costituite da 2 serie sovrapposte di appartamenti da 100 mq con gli spazi giorno al piano inferiore e la zona notte a quella superiore. Gli edifici sono in legno ed il prezzo di un appartamento è di 152.000 €.

MODELLO STOCCARDA

La mancanza di adeguate risorse finanziarie è per le amministrazioni locali europee uno dei principali ostacoli all’attuazione di politiche per lo sviluppo sostenibile. L’amministrazione di Stoccarda ha optato per una soluzione particolare che ha assunto il nome di “modello Stoccarda” entrato in vigore nel 1995 risolvendo così il problema della mancanza di fondi. Si tratta di una sorta di prestito ad interesse zero erogato ai comuni interessati; i progetti sono finanziati dall’assessorato per le energie e l’ambiente della città, nel momento in cui si ha un risparmio in forma di riduzione dei costi di esercizio, un somma corrispondente viene versata allo stesso assessorato, fino a coprire i costi degli impianti. Questa soluzione consente di finanziare sia i progetti a larga scala che piccole opere di recupero.

La rivoluzione verde di Stoccarda è stato uno stimolo per le municipalità vicine. Sulla scia di Stoccarda l’amministrazione di Fellbach, situato a nord-est della città, nel 1995 si è posta l’obbiettivo di ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica. Anche Fellbach, a 10 km dal centro di Stoccarda si raggiunge con la U-Bahn in 15 minuti. Fellbach ha investito molto nel solare, nell’eolico e nell’efficienza degli edifici, sono stati quindi incrementati i livelli di isolamento, si state sostituite le lampade ad incandescenza con quelle a basso consumo, sono stati ottimizzati gli impianti esistenti e sostituiti i vecchi impianti di riscaldamento, è stato costruito un impianto di riscaldamento urbano a co-generazione, installata una turbina a vento e un sistema di riscaldamento a pannelli solari, infine i due interventi più consistenti; la fattoria eolica che è entrata in funzione nel 2001 e la vela solare contenente 50mq di collettori solari.

Nel 1996 a nord-est di Stoccarda, in una zona precedentemente occupata da installazioni militari americane, dismesse dopo la riunificazione tedesca, è stato costruito un nuovo quartiere basato su criteri di sostenibilità. Il tetti-inerbitiquartiere residenziale si estende su una superficie di 10,5 ettari, nel quale sono stati installati 1750 mq di pannelli solari termici – uno degli impianti più grandi della Germania al momento della sua realizzazione – che coprono il 50% del fabbisogno di acqua calda del quartiere e l’89% dell’energia per il riscaldamento.

Inoltre il disegno planimetrico è stato studiato per sfruttare al massimo l’energia del sole e manu-1-stuttgartroofscapesi è imposto l’obbligo di osservare gli standard per gli edifici a basso consumo energetico. Infine è stato costruito un impianto alimentato a gas naturale per la produzione di calore. Il quartiere è stato costruito con tipologie abitative diversificate per soddisfare le esigenze di varie categorie sociali; infatti risulta composto da 600 appartamenti di proprietà, 60 case economiche in affitto con diritto di prelazione per l’acquisto riservato alle famiglie giovani, 195 unità popolari in affitto, 95 unità abitative per i dipendenti del vicino ospedale.

I tetti delle abitazioni sono “verdi”, i parcheggi a fondo erboso e sono previsti un numero di alberi per lotto. E’ stato imposto un limite di velocità di 30 km/h e oltre le abitazioni sono state costruite una scuola, un asilo, un palazzetto per lo sport e strutture per il tempo libero.

CONCLUSIONI

La positiva esperienza di Stoccarda dimostra che i reali ostacoli alla conversione sono da cercare in ambiti che poco hanno a che fare con la morfologia, la struttura urbana esistente e la mancanza di risorse economiche sufficienti.

La politica ambientale di una città non può basarsi su progetti isolati e interventi d’ emergenza, né su frammentarie e faraoniche ipotesi di trasporto pubblico non integrate le une alle altre. Nessun intervento urbanistico può avere efficacia se non è correlato da politiche. La conversione non può essere realizzata in un’ottica punitiva o affidata alla buona volontà di pochi cittadini. Sono necessari interventi incentivanti che rendano l’ opzione green come la preferibile economicamente e logisticamente dalla quotidianità del cittadino. E’ necessaria chiarezza e semplicità nella mobilità collettiva e nella sua comunicazione, in termini di orari, linee, cambi e luoghi d’ interesse raggiungibili. Il superamento nelle nostre città, dei livelli di pm 10 previsti dalla legge, sono il sintomo ormai già noto che la gestione urbanistica ha commesso errori a volte dolosi a cui è necessario rimediare urgentemente con interventi concreti e sinergici, prendendo esempio da realtà che hanno già sperimentato forme vincenti di politiche ambientali.

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