C’era una volta “VISIT” struttura Europea per la qualità ambientale del turismo.

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Nella foto ricordo del gruppo “Visit” scattata a Copenaghen nei pressi della sede della Federazione degli Albergatori Danesi. Nell’ordine Anke Biedenkapp, (Reisepavillon di Hannover); Harro Boekhold (Olanda), Otto Fitchl (Austria), Marie Leplay (Francia), Eva Haas (Germania). Herbert Hamele (Germania), Torben Kaas (Danimarca), Kira Kuitert (Olanda), Naut Kusters (Olanda), Jonathan Proctor (Regno Unito), Luigi Rambelli (Italia), Sandra Sazzini (Italia), Aznate Ziemele (Lettonia).

A una certa età, durante le feste natalizie, accade a molti di scartabellare tra materiali e foto e ritrovare qualcosa che si era dimenticato da qualche parte nei cassetti (e anche nella memoria). Può capitare di trovare, tra le altre, la foto che mostra i protagonisti di un progetto ambizioso, nel settore della certificazione ambientale della qualità turistica. Questo progetto chiamato in un modo un po’ “pomposo” “Visit” era nato da una proposta avanzata in un incontro avvenuto a Costanza l’11 settembre del 2001 e diede vita nel 2004 ad una associazione europea di etichette di qualità turistica di varie nazionalità (Germania, Olanda, Austria, Svizzera, Belgio, Francia, Regno Unito, Lettonia, Lussemburgo e Italia). Circa 4000 le imprese turistiche aderenti alle varie etichette nazionali impegnate nel campo dell’eccellenza nell’accoglienza, cibo, tutela ambientale, buone pratiche nella gestione. Tra alterne vicende – protrattesi per circa 10 anni – si svolse un buon lavoro che avrebbe meritato una sorte migliore di quella che poi ha avuto. Come molte iniziative e progetti tenuti insieme da finanziamenti dell’Unione Europea anche questa si è dispersa di fatto in ragione dei diversi interessi nazionali e aziendali. In questo periodo – come accaduto per molti settori – il tema è più declamato che praticato e preda di iniziative che fanno perno su meccanismi di mercato. Gli stessi premi e le classifiche che vengono sovente pubblicate su quotidiani e periodici troppo spesso vedono imprenditori del settore dei viaggi, nella doppia funzione di operatori e giudici interessati. E anche per questo – come in altri campi – ovviamente scarseggia sempre di più la credibilità della promozione e cresce la diffidenza del cittadino/consumatore che si rifugia nel “fai da te” dell’esperienza, nel contatto diretto o nei consigli di amici e parenti come strumento per scegliere le località e il posto delle vacanze.

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