Turismo. Fondo di Garanzia per operatori e clienti oltre confine. I modelli che funzionano all’estero

imagesTema caldo per il settore dei viaggi organizzati in Italia, il Fondo di Garanzia è un problema risolto da tempo in altri paesi europei, dove sono stati messi a regime modelli sostenibili. Questi modelli sono già stati definiti, da alcuni operatori e diverse società di assicurazioni italiane, “improponibili” per un mercato come il nostro caratterizzato da micro e piccole imprese di viaggi e da tour operator che, nel 70% dei casi, viaggiano al di sotto della soglia-fatturato di 20 milioni di euro. Eppure restano un buon esempio per la filiera.
Vale la pena menzionarne almeno due. Partiamo dalla Germania: qui il Fondo di Garanzia unico è alimentato in base a un semplice parametro che annualmente calcola il fatturato raggiunto dalle varie imprese di viaggi, ed esiste un controllo incrociato tra le autorità pubbliche e la DRV, la potente associazione di categoria.
Altro modello consolidato, definito da molti un “caso esemplare” è quello della Gran Bretagna. In Uk, in realtà, esistono due Fondi di Garanzia, uno per il tour operating che tiene conto di alcune peculiarità di rischio legato all’organizzazione del viaggio e un altro fondo rivolto alle agenzie dettaglianti, dove esistono di fatto problematiche diverse e sicuramente più contenute. Entrambi vengono alimentati con dei contributi calcolati in base al reddito d’impresa e sono vigilati per legge dall’ABTA, altra potente associazione di categoria dove confluiscono il 90% delle imprese turistiche operanti sul territorio britannico.
La differenza sostanziale del mercato italiano sta nel volume di tour operating che dalle nostre parti è di oltre 400 aziende prevalentemente medio-piccole, mentre in Germania e in Gran Bretagna il numero è molto contenuto e non supera le centinaia di imprese. Lo stesso dicasi per le agenzie al dettaglio, che in entrambi i paesi non raggiungono i 9mila punti vendita italiani.
Da qui deriva, come ribadiscono da mesi gli assicuratori che operano in Italia, quel “problema di sostenibilità” legato ai sempre maggiori rischi legati a fallimenti, instabilità socio-economiche, terrorismo, epidemie e altre variabili indipendenti che incidono profondamente nel mercato dei viaggi.

Fonte: l’Agenzia di Viaggi

 

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Categorie:I documenti, Le news

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