Incredibile: il Ministero del turismo annulla un bando da 8 milioni perché la mail non funziona

FranceschiniA 20 mesi dalla prima pubblicazione il Mibact diretto da Dario Franceschini annulla una gara che avrebbe dovuto generare business per centinaia di milioni di euro. Motivo? Problemi nella ricezione informatica delle domande……..
Quello che si è consumato la settimana scorsa è solo l’ultimo atto dello psicodramma che da almeno due anni va in scena nelle stanze del Mibact e che ha come protagonista il turismo. Non sono bastati il fallimento di Promuovitalia, con le annesse grane giudiziarie e gli scontri istituzionali che ne sono derivati; o lo svuotamento di operatività di Enit, provata da un commissariamento che in più di un anno non ha saputo generare altro che un nuovo statuto ed una fuga collettiva dall’ente; e nemmeno l’assurdo stand-by, che dura da mesi, di Italia.it, il portale di accesso alle nostre eccellenze turistiche, costato alla collettività ben 20 milioni di euro; così come l’abbandono di ogni velleità in tema di digitalizzazione della promozione turistica, dopo aver coinvolto ‘dal basso’ centinaia di operatori con il TdLab.
A questo insieme di disastri inanellati dal governo Renzi, si aggiunge ora una nuova pagina, che sa di beffa: l’annullamento dell’unica azione strutturale posta in campo dal Mibact negli ultimi anni.
Si tratta del bando per “la concessione di contributi a favore delle reti di impresa nel settore del turismo”. Pubblicato il 7 febbraio del 2014, metteva a disposizione di aziende operanti nel comparto del turismo otto milioni di euro, che avrebbero dovuto costituire il volano per quaranta progetti di rete di impresa, per un volume di investimenti pari ad un centinaio di milioni di euro.
La misura mirava a promuovere e sostenere, come è già accaduto per le Pmi manifatturiere, processi di integrazione tra le imprese turistiche attraverso, appunto, lo strumento innovativo delle reti di impresa. Obiettivo: favorire una possibile riorganizzazione della nostra malconcia filiera turistica, migliorare la specializzazione e aumentare la qualità dell’offerta ricettiva, incoraggiando investimenti utili ad un riposizionamento competitivo delle nostre aziende, in particolare sui mercati esteri.
Era stato lo stesso Massimo Bray, predecessore di Dario Franceschini al vertice del Mibact, ad enfatizzare, nell’ottobre del 2013, l’opportunità delle reti impresa, anticipando di fatto la pubblicazione del bando, avvenuta nei mesi successivi.
Ebbene, poche settimane fa, dopo che centinaia di imprese in lungo ed in largo per la Penisola avevano ultimato la classica arrampicata burocratica per poter presentare quarantaquattro progetti di reti di impresa, il Mibact ha annullato il bando e indetto una nuova procedura di gara. Per quale ragione? Problemi di ricezione delle domande.
“L’esame documentale delle istanze pervenute – si legge nelle motivazioni del decreto di annullamento firmato da Francesco Tapinassi, direttore generale del turismo scelto nei mesi scorsi dal ministro Dario Franceschini – portava alla luce […] criticità, che investono la maggioranza delle domande […]: anomalie di natura informatica per mancata recezione totale o parziale di alcune PEC, di mancata apertura e leggibilità di alcuni file […], di non rilevabilità delle firma digitale […]”.
Cosicchè al Mibact, pur in presenza di un quadro di responsabilità tutt’altro che chiaro, è risultato inopportuno accettare una nuova trasmissione. Udite, udite, la ragione: l’impossibilità di accertare che ‘[…] il messaggio re-inoltrato corrisponda a quello oggetto del primo invio […]”. Di qui la decisione, presa dai collaboratori di Franceschini, di procedere all’”annullamento in autotutela del bando”.
Con la publicazione, nei giorni scorsi, della nuova gara, per le quarantaquattro costituende reti di impresa che si sono viste sfilare, sulla linea del traguardo, l’agognato assegno da 200mila euro, ricomincia tutto daccapo. Dopo venti mesi di slalom nella burocrazia italica. Venti mesi che in un settore come il turismo, che viaggia a mille chilometri all’ora, è come fossero dieci anni.

Fonte:Vired.it

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Categorie:I documenti, Le news

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