Turismo, nasce un nuovo Osservatorio Regionale. E’ auspicabile maggiore puntualità e trasparenza sui dati del settore.

102_0943Un comunicato della Regione Emilia Romagna annuncia la nascita di “un unico Osservatorio turistico regionale che fornisca dati quantitativi e qualitativi omogenei al servizio di questo settore strategico per l’Emilia-Romagna”. Il nuovo Osservatorio regionale “punta a superare la condizione attuale troppo eterogenea per garantire un monitoraggio omogeneo dei dati strategici”. Dall’incontro in Regione, arriva la condivisione dell’esigenza che “all’attuale raccolta dei dati, esclusivamente ‘quantitativa’, si affianchi con adeguato peso anche un’analisi qualitativa, comprendente i contributi provenienti da fonti diversi (Unioncamere, innovativi sistemi di software, ecc…), in modo da comporre un quadro più realistico di quello odierno. Per fare tutto questo – reca il comunicato – l’assessore Corsini ha annunciato che la Regione riporterà al proprio interno la competenza sulla raccolta, analisi e diffusione dei dati turistici”.
Infatti, fino ad ora soltanto l’Osservatorio messo in piedi dalla Provincia di Rimini consentiva – non senza la presenza di difficoltà e ostacoli di vario tipo – una conoscenza in tempo reale dell’andamento turistico in atto con dati aggiornati giorno per giorno perfino sulla percentuale di occupazione dei posti letto divisi per territori e settori con un metodo che aveva introdotto informazioni puntuali, trasparenti e ben organizzate come ogni osservatorio dovrebbe fare.
La notizia della creazione di uno strumento regionale può consentire una buona possibilità di allargare ad altri territori il metodo sperimentato a Rimini fornendo dati omogenei regionali e articolati per settori e aree, sui quali basare le strategie per conoscere la realtà di un settore importante. Si potrebbe disporre così di una capacità di cogliere i segnali del mercato e assumere tempestivamente misure idonee sul piano amministrativo e finanziario per ben supportare le iniziative atte a migliorare la qualità dell’offerta.
Si tratta di capire quali saranno le capacità (e soprattutto l’autonomia) di questo nuovo strumento. E’ importante però che la centralizzazione consenta di fornire agli operatori e al pubblico elementi e dati sui quali ognuno possa fare le proprie valutazioni e confrontarle con quelle altrui. Si tratta inoltre di evitare che le notizie statistiche siano indenni da vizi derivanti dalla dipendenza diretta dalle istituzioni che potrebbero essere influenzate da tendenze a “far corrispondere i dati diffusi all’esigenza di validare le proprie scelte”.

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Categorie:Dall' Emilia Romagna, Le opinioni

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