Svizzera: Turismo ancora in affanno nel Canton Ticino. “Serve più qualità”.

Turismo svizzeroL’Ustat pubblica l’indagine su alberghi e ristoranti: “La situazione è negativa e non si prevedono miglioramenti”.Il settore turistico ticinese continua, anche in questo secondo trimestre dell’anno, a registrare flessioni della domanda e della cifra d’affari. La dinamica negativa, che coinvolge sia l’albergheria che la ristorazione, si ripercuote negativamente sulla già delicata situazione reddituale delle imprese. In prospettiva, gli imprenditori non intravvedono imminenti inversioni di tendenza. Queste le conclusioni dell’indagine congiunturale su alberghi e ristoranti dell’Ufficio di statistica cantonale per il secondo semestre del 2015.

I dati.

I dati del secondo trimestre dell’anno ribadiscono la situazione delicata che attraversa il settore turistico ticinese, da tempo confrontato con il calo della domanda. Anche in questo periodo, tale dinamica si ripercuote negativamente sia sui volumi d’attività, in contrazione secondo la metà degli esercenti interpellati (in aumento per il 25%), sia sulla cifra d’affari settoriale, che segna un -4,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (quando già registrava un -4,0%).

Le prospettive espresse dagli esercenti delle tre zone turistiche non lasciano intravvedere imminenti cambi di tendenza. Per il terzo trimestre dell’anno delineano nuovi cali dell’attività con possibili riduzioni sui livelli d’impiego; a sei mesi un ulteriore peggioramento degli affari.

L’opinione del direttore di Ticino Turismo

La statistica ufficiale dei pernottamenti alberghieri conferma quanto emerso dai risultati dell’inchiesta KOF: il Ticino, da gennaio a giugno 2015, ha registrato una diminuzione del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, cifra maggiore della media nazionale che si attesta sul -0,6%. Anche il barometro panel dell’Osservatorio del turismo dell’IRE-USI lo dimostra: in giugno il fatturato, i pernottamenti e l’occupazione delle camere in tutte le categorie di alberghi indicano dei valori negativi, se confrontati a quelli del 2014.”

“L’abbandono della soglia fissa di cambio fra Franco svizzero e Euro è una spiegazione plausibile anche se soltanto parziale di questa difficoltà generale del turismo in Ticino, visto come altre regioni della Svizzera quali in particolare Zurigo, il Lago dei Quattro Cantoni e Basilea presentano progressioni interessanti da ricondurre principalmente ad una diversificazione della clientela maggiore rispetto alla nostra. Evidentemente la riflessione va sempre fatta su valori medi teorici. E’ risaputo infatti che anche il Ticino dispone di eccellenze e che queste realtà dovrebbero essere d’esempio per tutti gli operatori del settore turistico. Il processo di miglioramento del turismo ticinese passa sicuramente da un’offerta di qualità atta a soddisfare le esigenze scaturite dalla domanda che, non dimentichiamolo, è in costante crescita a livello internazionale.”

Vedi: Corriere del Ticino

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Categorie:I documenti, Le opinioni

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