Trenitalia risponde picche alla petizione che ha raccolto più di 55mila firme in 15 giorni. Ecco la replica di Sara Poluzzi, la promotrice.

Sara Poluzzi 2Riceviamo da Sara Poluzzi e, da bravi sottoscrittori della petizione, pubblichiamo: lì 20 gen 2015 — Ciao, abbiamo finalmente ricevuto una prima risposta alla nostra petizione da Trenitalia, che scrive: “Nell’ambito del contratto di servizio con le imprese ferroviarie, ogni Regione può autonomamente stabilire anche l’introduzione di forme di abbonamento particolari per i servizi di propria competenza, incluso quello che prevede il trasporto delle bici a bordo dei treni regionali”.

“Nulla preclude quindi l’autonoma scelta delle singole Regioni di stabilire forme di abbonamento o altre agevolazioni per il trasporto delle biciclette sostenendone il costo”.
Ecco la risposta di Sara Poluzzi a Trenitalia:
Cara Trenitalia, grazie per la risposta, non capita spesso di averne da te. Però vorrei dirti alcune cose.
La petizione, lanciata su change.org e sottoscritta ad oggi da 55.000 persone in due settimane, ha lo scopo di coinvolgerti direttamente. Perché sei l’unica, in Italia, ad avere i treni e i treni a noi servono per spostarci come nel resto d’Europa.
Il fine che vogliamo ottenere, come utenza e dunque meritevole di ascolto, è quello di migliorare l’interazione del servizio ferroviario con mezzi pratici ed ecologici come le biciclette: un abbonamento nazionale, mensile ed annuale, che consenta il trasporto di bici sui treni regionali ed a lunga percorrenza, annullando per sempre gli attuali regionalismi.
Eppure vediamo che la tua risposta è lontana dal concetto di responsabilità sociale di impresa, il quale dovrebbe portare un’azienda a curarsi dell’impatto che questa ha sui suoi frequentatori (e sull’ambiente), soprattutto per un servizio pubblico fondamentale come quello dei trasporti. Perlomeno nel 2015.
Credevamo fosse tuo interesse non solo sviluppare i servizi a maggior margine di guadagno, ma inseguire e anticipare le abitudini, le necessità e le tendenze di utilizzatori a basso impatto, che possono giovare alla tua immagine aziendale e proiettarti nel futuro.
Non voglio certo insegnarti il mestiere però ormai viaggiamo tutti, siamo informati, e sappiamo che le aziende moderne e organizzate basano il proprio successo sull’ascolto del cliente, mentre in questa circostanza è proprio una mancanza di ascolto che si avverte. Rispetto alle esigenze moderne, la modalità di erogazione del servizio che Trenitalia gestisce in tutta Italia è novecentesca. Perché rimandare il singolo cittadino a 20 regioni? I treni li hai tu, mica la Regione, e su quei treni puoi offrire un servizio migliore e innovativo.
Quello che ti chiedo, insieme agli altri 55.000 e oltre, è che tu ti ammoderni davvero, salti il passaggio regionale sulla vicenda delle biciclette, eviti di insabbiarci nei mille rivoli delle amministrazioni e delle associazioni a cui rimandi per accordi spezzettati e ti decida finalmente a far accedere su tutto il territorio nazionale, senza altro indugio, le biciclette; che questo servizio sia esteso anche ai treni di lunga percorrenza; e ci piacerebbe che, come altrove, fosse gratuito, come quello dei bagagli. Che magnifica risposta, sarebbe!
Ma magari questa sarà una prossima petizione.
Firmato: Sara Poluzzi

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Categorie:I documenti, Le opinioni

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