Qual’è l’effettiva utilità dell’ Alta Velocità Torino/Lione, la situazione finanziaria (dopo la decurtazione del 41% del contributo della UE) e i costi del progetto. Un documento del Movimento No TAV e dell’Opposizione francese alla Lyon-Turin.

alta velocitàCi sono notizie che non hanno grande rilievo. Questo fenomeno riguarda in particolare le cosiddette Grandi Opere che spesso all’attenzione dell’opinione pubblica più per gli scandali e le tangenti che per consentire una valutazione sulla opportunità o meno della spese ai fini della pubblica utilità. Accanto a tanti annunci sull’imminenza della costruzione di grandi opere, stentano ad avere spazio nella comunicazione le notizie e i documenti che mettono in mostra procedure, gravi tempi di realizzazione, costi e vicissitudini varie
Riteniamo perciò utile pubblicare un documento del movimento NO TAV/Opposizione francese alla Lyon/Turin che mette in luce elementi inquietanti sullo stato dei lavori e sulla riduzione della partecipazione finanziaria dell’Unione Europea ai costi di questa grande opera molto contestata non solo per i problemi di impatto ambientale e paesaggistico ma sopratutto per gli argomenti che ne contestano l’effettiva utilità.
Questi in sintesi gli elementi presentati in una conferenza stampa. La documentazione completa su: ww.presidioeuropa.net/blog/conferenza-stampa-tav-14-maggio-2014-dossier/
Revocato metà del contributo europeo – Nel marzo 2013, la Commissione Europea ufficializza la revoca di parte del contributo assegnato al progetto Torino-Lione. La decurtazione del contributo è ingente: dai 671,8 milioni di € inizialmente concessi a 395,3 milioni di € (una riduzione del 41%). Il pesante ridimensionamento riguarda tutto il programma, il cui importo complessivo passa da 2,09 miliardi di € a soli 891 milioni di € (una riduzione del 57%). Finanziamenti persi, addio ai lavori ma triplicano i costi di LTF – Pressoché azzerati 1,63 miliardi di € di lavori per l’avvio del vero Tunnel di Base (57 km). 150 milioni di € dirottati su perforazioni (non previste) nella cosiddetta Galleria di Saint Martin La Porte. Alle stelle il costo di LTF (oltre 75 milioni di €), “premiata” per la sua gestione fallimentare del contributo europeo, dimezzato dalla Commissione.
LTF cominciò a scavare quando già sapeva di non finire nei termini – Quando cominciano a scavare la Galleria de La Maddalena a Chiomonte, LTF e i due Governi sanno perfettamente che il contributo è stato dimezzato, che il termine previsto (fine 2016) andrà ben oltre il 31 dicembre 2015 e che tutte le spese effettuate dopo tale data non saranno ammesse dall’Unione Europea.
La Galleria di Chiomonte a metà? La talpa va passo di lumaca – Scavati 641 metri su 7451 totali. Ad oggi la “talpa” di LTF ha viaggiato a 2,5 metri al giorno (anziché i 10 previsti). Anche a velocità doppia, al 31 dicembre 2015 risulterà scavata solo metà galleria; tutta solo a febbraio 2018 (al di fuori dei termini del contributo europeo). L’UE paga la galleria completa, si rischiamo ulteriori perdite di contributi.
“Difficoltà amministrative e tecniche”, altro che No Tav – La Commissione Europea “registra un notevole ritardo dovuto a difficoltà amministrative e tecniche”, ovvero a carico del promotore LTF e dei Governi Italiano e Francese. I ritardi accumulati e le conseguenti riduzioni di finanziamento, da parte della Commissione Europea, non sono pertanto dipesi dal Movimento No Tav.
La linea esistente prima di una nuova Torino – Lione: una buona notizia – “Infattibilità politica di proporre la costruzione di una nuova linea senza fare tutto il possibile affinché quella esistente torni a essere la principale arteria di trasporto in seguito ai lavori di ampliamento nel traforo ferroviario del Fréjus/Moncenisio”. A dirlo non è il Movimento No Tav bensì la Piattaforma del Corridoio Torino-Lione (Brinkhorst, Virano, LTF, i Governi…). Il Movimento NO TAV lo dimostra da anni, dati alla mano: la linea esistente è ampiamente sotto utilizzata non ostante il suo recente adeguamento che consente oggi il passaggio di treni merci di ogni tipo e dimensione. Anziché usare il Tav per fare carriera, i politici riflettano su quello che dicono.
Il patto del silenzio della burocrazia europea – Fino ad oggi la Decisione C(2013) 1376 della Commissione Europea è rimasta nascosta al legittimo controllo dei cittadini contribuenti”.

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