Risparmio idrico: a 10 anni dal “Progetto Bagnacavallo” i rubinetti risparmiosi attendono ancora di essere inseriti in una direttiva della UE.

Copenhagen (La città europea al primo posto fra le 10 smart city europee). Nella foto uno dei numerosi cartelloni esposti già 10 anni fa in strade e piazze della capitale denese per annunciare ai cittadini i risultati della campagna di risparmio di acqua potabile e gli obiettivi per gli anni successivi.

Una indagine dell’ERVET spa (Emilia Romagna Valorizzazione Economica del Territorio) si è occupata dei consumi di acqua potabile analizzando i comportamenti dei cittadini dell’Emilia Romagna in relazione alla disponibilità di acque. L’obiettivo del sondaggio effettuato su 2.000 nuclei famigliari era definire un quadro dei comportamenti dei cittadini, delle opinioni sul problema ambientale, sull’efficacia delle possibili misure da attuare nelle aree urbane (in particolare per quanto riguarda le limitazioni all’irrigazione in estate e il recupero delle acque piovane).,

L’indagine premette l’importanza della materia comunicando alcuni dati statistici dai quali si apprende che in Regione si consumano ogni anno 1400 milioni di metri cubi, coperti da acque superficiali per il 68% e per il 32% da acque di falda sotterranea. Il settore civile “si beve” il 25% del totale del quale solo una parte è destinato agli usi domestici (circa 250 litri per abitante). La rilevazione dell’ERVET afferma che sono aumentati i cittadini che bevono acqua dal rubinetto. Infatti nel 2013 il 38% degli utenti interpellati in Emilia Romagna beve acqua di rubinetto regolarmente e che il 14,8% lo fa saltuariamente. Il dato segue analoga tendenza in aumento rilevata da una ricerca su oltre 2000 individui realizzata nel 2012 da Aqua Italia su tutto il territorio nazionale.
Altri dati rilevati dall’indagine ERVET affermano che si affidano di più all’acqua del rubinetto i giovani tra i 18 e i 24 anni e gli anziani oltre i 55. Chi non la beve afferma 33,4% che ha un cattivo sapore; 19,9% che non si fida; il 43,4% dichiara che per abitudine beve l’acqua in bottiglia. Quelli che la bevono usano addizionatori di gas (2%), depuratore casalingo (15%), caraffa filtrante (18%).
Alla domanda: “nella sua casa ha adottato qualche dispositivo o comportamento per risparmiare acqua?” il 14 % degli intervistati ha risposto che non lo sa; il 19% dichiara di riciclare l’acqua usata; il 3% recupera e utilizza l’acqua piovana; il 47% ha la cassetta di scarico a tasto doppio o il tasto stop. I sistemi di risparmio più diffusi e affidabili sono il Riduttore della doccia (lo usa il 42%) e il frangigetto (o perlatore) applicato ai rubinetti.

Il rapporto dell’ERVET (La risorsa acqua e il comportamento dei cittadini in Emilia Romagna) dà conto anche di altri dati riferiti alle risposte per fasce di età e per condizione sociale e/o produttiva. Alcune affermazioni meritano qualche annotazione. Per esempio allorché si citano stime di risparmio. La ricerca ERVET dà infatti per scontata una riduzione dal 40 al 60% dei consumi per usi igienici determinata dall’uso di sistemi che richiedono la presunta collaborazione degli utenti (es. i sistemi a doppia mandata per il WC). Più realistica appare la stima di una riduzione del 50% riferita all’applicazione dei riduttori (o “perlatori”) a rubinetti e docce dovuta ad una campagna che vede il suo inizio verso la fine del secolo scorso che ha raggiunto il culmine con l’intervento di alcuni comuni virtuosi e dell’associazionismo. Vedasi a questo proposito il “Progetto Bagnacavallo” lanciato nel 2003 e coordinato da Legambiente Emilia Romagna che – con la partecipazione della Giunta Regionale, della Provincia di Ravenna, del Comune di Bagnacavallo e dell’Università di Parma e di Hera e l’intervento della “banda di Alcatraz” coordinata da Jacopo Fo – realizzò tra il 2003 e il 2005 una esperienza concreta su oltre 2200 famiglie. In seguito a questa campagna che dimostrò effetti concreti di risparmio idrico ed energetico dovuto alla diminuzione del fabbisogno di acqua calda si ebbe una diffusione di questi dispositivi (anche grazie alla distribuzione da parte di catene di ipermercati, aziende pubbliche e di servizio tra le quali ENEL, HERA, ENIA, ACEA). In seguito a questo molte aziende che producono rubinetteria hanno inserito come dotazione di serie i dispositivi per la riduzione dei consumi idrici. Anche per questo appare del tutto paradossale quanto si apprende leggendo a pag. 5 del rapporto di indagine distribuito nei giorni scorsi da ERVET e cioè che “i nuovi rubinetti per la doccia a risparmio idrico attualmente attendono di essere inseriti nella direttiva sulla progettazione ecocompatibile della UE2”. Alla buonora!!

PS. ERVET Spa è un’azienda pubblica per il 99,18 % (98,64 % Regione ER; 0,16% Prov. Di Ravenna; 0,12% Comune di Ferrara; 0,12% Comune di Modena; 0,06% Comune di Ravenna; 0,05% Comune di Finale Emilia; 0,03% Comune di Faenza.

Allegati:

Sintesi del report conclusivo coordinato dell’Università di Parma, che testimonia la metodologia utilizzata e i risultati ottenuti con il Progetto Bagnacavallo, ideato e gestito da Legambiente Emilia Romagna  che ha consentito la diffusione del risparmio idrico negli usi civili in tutto il territorio nazionale.

Report con i risultati del Progetto Bagnacavallo per il risparmio idrico

Annunci


Categorie:Dall' Emilia Romagna, Le news

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: