Troppe limitazioni ai conferimenti dei rifiuti elettronici (RAEE) e soprattutto agli sconti. In Italia il 70% sfugge al sistema legale e viene smaltito illecitamente – Non basta l’informazione – Una nota dell’Osservatorio Europaviva21 esamina le condizioni praticate da Hera Spa a Bologna, Modena, Ferrara e Romagna.

Frigoriferi e scaldabagni guasti, televisori con tubo catodico, telefonini, pc e stampanti ma anche giocattoli e lampadine giunti a fine vita compongono una percentuale sempre crescente dei nostri rifiuti. Rifiuti che però richiedono particolari attenzioni per lo smaltimento al fine di recuperare i materiali pregiati attraverso l’industria del riciclo, evitare i danni ambientali con la contaminazione del terreno e delle falde e tutelare la salute umana minacciata anche dalle attività di smontaggio se condotta in modo illecito.

Nel 2012 i Raee prodotti in Italia ammontavano a 800.000 tonnellate, mentre sono circa 10 milioni di tonnellate quelli generati in Europa e 50 milioni di tonnellate quelli prodotti nel mondo. Di questi, solo 3,5 tonnellate, a livello europeo, vengono gestite dalle organizzazioni dei produttori, mentre in Italia la percentuale di Raee che sfugge al sistema legale arriva al 70%.
Ma se questa è la realtà ci si chiede come mai le aziende alle quali le amministrazioni hanno affidato la raccolta dei rifiuti urbani mostrano così tanta ritrosia nella promozione della raccolta dei RAEE e applicano spesso limitazione del numero di conferimenti di questi materiali da parte dei cittadini?

Una indagine dell’Osservatorio Europaviva21 sulle modalità di accettazione dei conferimenti nelle isole ecologiche gestite da Hera Spa mostra sconcertanti difformità tra città e città nella scontistica prevista dal principio “chi inquina paga” e traspare un comportamento che appare risentire della diversa forza con la quale i cittadini si sono mobilitati sui temi della gestione dei servizi. Eppure in Emilia Romagna sono stati unificati gli Ambiti Territoriali Ottimali adducendo la motivazione della necessità di avere un comportamento uniforme delle aziende di raccolta nei vari territori, con il solo risultato di escludere i rappresentanti dei cittadini dalle consulte locali.

Infatti, analizzando le varie situazioni esistenti spulciando qua e là il sito web di Hera Spa e quindi le condizioni praticate dalla stessa azienda in varie località della regione si apprende che:

Per tutte le tipologie di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) a Modena, Faenza, Ferrara, Rimini e Riccione si applicano sconti sui costi del servizio rifiuti.
A Cervia e Fusignano nel caso di frigoriferi, condizionatori, climatizzatori, grandi elettrodomestici, TV e monitor si limita il conferimento a 3 pezzi l’anno e nel caso di telefonini, aspirapolveri a 10 pezzi e per le lampade il limite è di 5 pezzi.
A Bagno di Romagna il limite per gli elettrodomestici su valuta in peso (80 kg. per frigoriferi, condizionatori, climatizzatori, TV e monitor, 300 kg. per i grandi elettrodomestici, 20 kg per telefonini e 200 kg per le lampade. Sempre in provincia di Forlì/Cesena troviamo anche l’isola ecologica di Cesena che si differenzia un po’ e non fa sconti per il conferimento di TV e monitor.
Passando alla Provincia di Bologna si evidenziano limiti di conferimento con sconto sulla tassa/tariffa dei rifiuti anche a Imola e Medicina (2 pezzi anno per tre delle tipologie riferite ai grandi elettrodomestici e 5 per i piccoli e le lampade. Ma la sorpresa vera e propria riguarda la Città di Bologna che vede l’Isola Ecologica situata al CAAB operare sconti ai conferitori di RAEE mentre per chi eventualmente li portasse altrove non risultano sconti. In compenso uno striscione in Piazza 8 agosto informa che grazie ad un progetto finanziato dall’Unione Europea, cui partecipa Hera spa, per un giorno la settimana è possibile conferire apparecchiature elettroniche dismesse (ma non si fa cenno ad alcun compenso).

Da segnalare la presenza in questo campo di iniziative aziendali da parte di soggetti che nel campo della produzione di rifiuti rivestono ruoli di primo piano e cercano comunque di far emergere il loro interesse a ridurre lo smaltimento illegale. Hera ritiene opportuno informare che presso i negozi CONAD della città di Bologna sono presenti punti di raccolta per i RAEE che in cambio offre punti della raccolta aziendale di quella catena distributiva. Analoga iniziativa a Ferrara dove sono operativi punti di raccolta presso i negozi di COOP ESTENSE. Anche qui vengono offerti punti della raccolta aziendale.

Ma se questa è la situazione in Emilia Romagna perchè stupirsi di quanto denunciato nel dossier realizzato da Legambiente con il Centro Coordinamento Raee contestualmente alla presentazione del Rapporto annuale 2013 sul sistema di ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche in Italia. Attorno al mercato legale, infatti, prospera un fiorente mercato illecito fatto di discariche abusive, traffici illeciti anche internazionali, inquinamento, truffe e criminalità ambientale che sfruttando il lavoro nero e la manodopera a basso costo, sottrae profitti all’economia legale, inquina i terreni, minaccia la salute pubblica e alimenta il business delle ecomafie.
Tra il 2009 e il 2013 le forze dell’ordine in Italia hanno sequestrato ben 299 discariche abusive di Raee concentrate soprattutto in Puglia (13,4% del totale), in Campania (12,7%), Calabria e Toscana (11%). Tra le 220 inchieste che hanno riguardato il delitto di attività organizzata di traffico di rifiuti, condotte tra il 2002 e il 2013, 6 hanno riguardato specificatamente il traffico di Raee (il 2,7% del totale).

Fonti: Hera Spa/Legambiente/Greennews



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