Nel 2014 calano le crociere nel Mediterraneo. Ma i porti stanno aumentando.

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Le grandi navi torneranno a Venezia?

Nel 2014 caleranno le crociere nel Mediterraneo. Non sono previsioni o sondaggi. Lo affermano le compagnie di navigazione. Al contrario aumentano i porti che si stanno attrezzando per ricevere le grandi navi. E’ tutto già accaduto. Basta ricordare quanto è avvenuto con i viaggi aerei e la corsa agli aeroporti da parte di tutte le località turistiche del nord, del centro e del sud. “Mediamente un aeroporto per ogni provincia italiana”: questo almeno era la rivendicazione di un coordinatore degli assessori regionali al turismo di qualche anno fa. Si era al tempo della grande crisi della compagnia di bandiera ma da parte di quello che, a norma del titolo V della costituzione vigente, sarebbe il Ministro del Turismo, si proclamò nella Conferenza Nazionale del Turismo, la necessità di avere circa 100 aeroporti per suddividere fra tutti i territori i proventi del traffico turistico. Ovviamente, non affrontando neppure il tema del trasporto fra gli aeroporti e le destinazioni, perché allora si sarebbe dovuto affrontare il grave ritardo (per non dire peggio) in cui versa il trasporto regionale: sia quello ferroviario che su autobus. La cronaca odierna si incarica di comunicare la situazione di molte compagnie aeroportuali che portano i libri in tribunale nonostante i cospicui investimenti pubblici ora vanificati dalla realtà del mercato.

 

Una situazione analoga si presenta ora per i porti. Le compagnie di navigazione prevedono un calo dei passeggeri e una miriade di porti italiani si candidano per attrezzare i loro scali con stazioni marittime nuove per ricevere i gitanti. Anche in questo caso non si è di fronte ad opinioni ma a notizie che arrivano direttamente dalle stesse compagnie.

 

I player dei mari – stando a quanto scrive Amina d’Addario su TTG Report di qualche giorno fa – dopo le folli gare delle stagioni scorse per il posizionamento a tutti costi sul Mediterraneo, sembrano ora affrontare la stagione alla luce di una maggiore razionalizzazione dell’offerta e di una diminuita capacità di posti….”.

 

Racconta sempre la giornalista del TTG che il manager per l’Italia di Msc afferma l’offerta di posti in crociera sul Mediterraneo per la prima volta sarà inferiore rispetto al passato”. Sulla stessa linea il direttore generale Italia di Rccl, che aggiunge anche le ragioni di questo calo: “Quest’anno – spiega – da una parte abbiamo diminuito la capacità disponibile sul Mediterraneo, dall’altra abbiamo accorciato la stagionalità rinunciando ai mesi di spalla che si erano spesso trasformati in dei veri e propri bagni di sangue per la necessità di riempire le cabine”.

 

Se si tirano le somme e si guarda più chiaramente lo stato di cose, anche per le crociere, si presenta lo stesso problema già presente per gli altri segmenti dell’ospitalità: non si può adeguare il prezzo alla necessità di riempire le camere rincorrendo a questo scopo tour operator e magnati dell’online. E se molti amministratori dei vari livelli sono pronti a gridare al successo perché arrivi e presenze non sono calate troppo, preferiscono lasciare in ombra i dati del fatturato pro capite perché allora si vedrebbe più chiaramente il calo. Riferendoci ancora una volta a quanto raccontano gli operatori delle crociere al TTG si apprende che la scelta è di cambiare “target” delle crociere puntando su qualità del servizio, “prodotti non tradizionale” e “itinerari non comuni”.

 

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Categorie:Le opinioni

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