“L’importante è esagerare” forse per questo i massimi esponenti del turismo regionale (e di Bologna) si lasciano andare nelle conferenze stampa a “grandissime soddisfazioni” pur in presenza nel 2013 di un calo del 3% delle presenze in tutta la provincia.

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Bologna – Il Nettuno del “Giambologna”

“L’importante è esagerare!”: forse per questo i massimi esponenti del turismo regionale e di Bologna si lasciano andare a “grandissime soddisfazioni” pur in presenza di un calo del 3 % delle presenze in tutta la provincia. Ci si sono messi in quattro:l’assessore Regionale al Turismo Meluzzi, quello provinciale Prantoni, del comune di Bologna Lepore e la presidente dell’APT Zanetti, per esaltare “i grandi successi” delle politiche turistiche (ovviamente degli enti che rappresentano) certificati dai numeri del Turismo Bolognese del 2013. Niente di nuovo sotto il sole! In questa stagione le rassegne stampa sono piene di autoelogi di amministratori per l’andamento turistico della propria città: “si c’è la crisi – è il rituale – ma noi, grazie alle nostre scelte abbiamo tenuto, anzi di più”. Questo dalle Alpi a Santa Maria di Leuca è il ritornello più sentito in queste settimane di bilanci e promozione Turistica. Ma è andando a guardare i numeri e le considerazioni dei quattro esponenti del turismo regionale e bolognese che si legge che nella città di Bologna sono aumentate le presenze, ma sempre meno degli arrivi. Questo significa che i turisti vanno sempre più di fretta. L’assessore della città di Bologna, Lepore, esalta “il successo della promozione turistica dell’area metropolitana”, ma i numeri forniti nel comunicato ufficiale parlano di un calo dei pernottamenti (cioè delle presenze) in tutta la provincia del 2,95%. Se ciò non bastasse le cifre fornite raccontano che i “comuni dell’hinterland intorno al capoluogo” (la futura area metropolitana) parlano di un meno 16,25% di arrivi e un meno 16,18% di presenze e circa i dati delle Cinque Valli si evidenzia un meno 22,58% di arrivi e un 33,19 di presenze.“Ci sembra che non abbia tutti i torti – annota Luigi Rambelli, referente di Europaviva21, l’Osservatorio Innovazione, Ambiente, Salute e Turismo – chi parla di un successo delle politiche che hanno puntato a concentrare i voli di Ryanair e di altre compagnie sull’aeroporto di Bologna. Ovviamente si tratta di risultati in termini di traffico aereo, ma da questo ad arrivare a un alto livello di internazionalizzazione turistica di Bologna, c’è ancora un po’ di strada da fare. Siamo ancora lontani dalla consapevolezza del prodotto Bologna, da quella delle criticità esistenti e degli obbiettivi comuni. Non si tratta purtroppo di risultati raggiunti (come si dichiara) ma di traguardi ancora da raggiungere se si vuole salire nella capacità di attrazione turistica della città di Bologna. C’è appunto da lavorare – conclude Rambelli – per fare di Bologna una città turistica nella quale ci si fermi non solo perchè arrivano e partono aerei ma perchè la città e il suo territorio metropolitano sono appetibili e accoglienti”.

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