I dati del turismo nel 2013 visti da Rimini …. per guardare avanti.

5.1.2Dopo i bilanci “molto condizionati da interpretazioni politiche” da parte di vari attori del panorama turistico sono arrivati i dati ufficiali, quelli dell’Ufficio Statistica della Provincia di Rimini che raccontano di un 2013 molto difficile e sotto il morso della crisi economica che deprime il mercato interno. I dati vedono i pernottamenti degli italiani ridotti del 1,2% in Lombardia, del 3,2% in Emilia Romagna, del 2,6% in Piemonte, dell’1,5% in Veneto dell’8,4% nel Lazio. L’afflusso estero vede invece un aumento del 3,3% degli arrivi ma solo uno 0,9% dei pernottamenti. Aumentano i pernottamenti dalla Russia + 10,5%, della Repubblica Ceca +10% e della Germania +4,4%. In calo invece Austria -15%, Svizzera -0,2, Francia -1,5, Regno Unito -6%, Belgio -6,7% Paesi Bassi –11,3%. Come sta accadendo da tempo l’andamento delle presenze è inferiore a quello degli arrivi e il fatturato risente delle varie forme di ribasso dei prezzi dovuto alla contrattazione fra gestori e famiglie a caccia di sconti data l’evidente difficoltà economica. Da qui la diminuzione della forza contrattuale dei gestori e la tensione sui prezzi sia verso il mercato interno che quello estero (ad esempio quello russo) che vede sempre più un ruolo imponente dei tour operator nei confronti degli albergatori nel definire le condizioni economiche.Il segno meno, nella provincia di Rimini, vede una riduzione in tutti i mesi dell’anno. Non fa testo il dato riferito a marzo (+20%) in quanto nel 2013 era la settimana di Pasqua.

Ma anche in occasione del commento a questo tipo di dati non mancano le interpretazioni soggettive degli amministratori sempre attenti a cercare di dimostrare che le loro scelte vanno bene anche quando è forse legittimo dubitarne. Infatti di fronte a questi risultati si continua a voler dimostrare che l’unica nota positiva è la organizzazione di grandi eventi mischiando l’afflusso originato dalle fiere, con il MotoGP, ed eventi diversi tipo la “Notte Rosa” che si tiene normalmente nel primo fine settimana di luglio e traina un turismo mordi e fuggi. Ma chi tenta anche questa volta, nonostante i risultati, di trarre un giudizio positivo sul proprio operato, come stanno facendo molti amministratori in tutta Italia, si risponde da solo affermando che “gli arrivi incoraggiano ma le presenze (quelle che portano fatturato) registrano una flessione più accentuata”. Tradotto significa spendiamo un sacco di soldi per fare la Notte Rosa ma poi molti non pernottano da noi. Forse un bilancio “costi/benefici” non guasterebbe specie se abbinato ad un ragionamento sulla qualificazione che non si limiti a chiedere “sostegno” ma più propriamente a  fare bene il proprio mestiere di amministratori e rendere più accoglienti, attraenti e competive le città e i territori.



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