Un gruppo di escursionisti inconsapevoli alla scoperta di una strada romana del 187 a.c. sull’Appennino fra Bologna e Fiesole

2013-08-24 11.37.35Ora impera l’inverno ma ben presto tornerà la primavera e il tempo delle escursioni. L’Appennino anche in questo campo offre quanto di meglio a chi ha voglia di camminare, scoprire quanto è bella l’Italia, il suo paesaggio e le opportunità lasciate dalla sua meravigliosa storia.

Può ad esempio capitare che un gruppo di escursionisti inconsapevoli partiti con l’idea di percorrere per la prima volta alcuni sentieri segnati dal CAI nei pressi di Castel dell’Alpi e del suo bel lago – nel comune di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna – si imbatta in un paio di cartelli stradali che indicano la presenza di una strada romana. Una delle caratteristiche fondamentali di tutti i camminatori – curiosi come pochi e in grado di osservare bene grazie al passo lento – è il piacere di scoprire qualcosa di cui non avevano mai sentito parlare, che poi invece altre migliaia di persone hanno scoperto prima di loro. Ma non importa poi più di tanto. E’ infatti ormai assodato che i turisti veri non amano viaggiare intruppati. Gli stessi organizzatori di viaggio hanno scoperto prima di ogni altro che devono preparare programmi personalizzabili. I tanti turisti italiani e stranieri che – nonostante la crisi – affollano le spiagge italiane, preferiscono infatti avventurarsi individualmente o in piccoli gruppi verso i borghi dell’interno e sui sentieri di collina e montagna per avere il piacere della scoperta e qualcosa da raccontare di nuovo e originale una volta tornati sotto gli ombrelloni o a casa propria.

Questa la sensazione che ha pervaso anche noi nel vedere cartelli un po’ particolari e diversi dalle consuete segnalazioni di beni culturali e naturalistici. Si segnalava la presenza di un reperto archeologico in cima all’Appennino nei pressi del Passo della Futa e il gruppo di escursionisti ha cercato di saperne di più. Al ristorante del Passo della Futa, a poca distanza dal Cimitero Militare Tedesco – che ospita caduti della seconda guerra mondiale – è arrivata la conferma. “Si tratta di una strada romana risalente al tempi della colonizzazione della Pianura Padana che portava da Bologna a Fiesole”. Anche se non ci 100_5425fa piacere, il ristoratore ci racconta che “non siamo i primi a fare questa scoperta”, e aggiunge che la maggioranza degli escursionisti interessati alla visita arriva dall’estero, in particolare dall’Olanda, e sa benissimo dove andare. Comincia così un’avventura che ha portato il gruppo alla prima scoperta di un tratto di “basolato” che presenta tutte le caratteristiche di una strada consolare romana, a trovare altre indicazioni circa le cave dalle quali sono state prelevate oltre 2000 anni fa le pietre che ancora oggi sono lì ferme a testimoniare il tempo e la storia. Una volta conosciuti i due scopritori dilettanti (un avvocato e uno scalpellino) abbiamo impiegato il nostro tempo per percorrere con piacere altri tratti di strada ben conservata e restituita alla luce. Per noi era la prima volta e abbiamo pensato di tornarci in primavera o nella prossima estate.

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