La gestione dei rifiuti urbani non funziona e deve essere decisamente riformata.

Foto21Che la gestione dei rifiuti (specie quelli urbani) non funzioni bene, fatte salve le aree più virtuose del Paese, non è una novità. Di questi temi tratta un articolo che pubblichiamo in allegato – ricco di dati e tabelle – già apparso su “Quale Energia” e scritto da Tullio Fanelli, dirigente ENEA che analizza la situazione, punta al superamento delle iniquità e delinea una riforma possibile ricca di proposte e di soluzioni concrete ben articolate. In poche parole, come scrive l’autore:“una riforma che farebbe bene al Paese”, … “una riforma che si può fare”. In effetti ‘l’Italia continua a smaltire quasi la metà dei rifiuti urbani in discarica e quasi nessun comune è disponibile ad accogliere nuove discariche sul proprio territorio. La raccolta differenziata è  più diffusa nelle regioni del nord e parecchio meno in quelle del centro e del sud. La quantità (spesso affidata a stime) difetta di parametri affidabili e certi con monitoraggi basati spesso su autocertificazioni. La qualità è spesso insoddisfacente e inadatta al riciclaggio anche in rapporto ad alcune modalità di raccolta. Il sistema per poter funzionare avrebbe bisogno di una maggiore responsabilizzazione dei produttori, degli importatori e dei distributori di merci secondo il principio “chi inquina paga” superando l’attuale logica del contributo ai consorzi. Si assiste invece ad una centralizzazione dei servizi, ad un appesantimento della gestione (a volte tortuosa e inefficiente) fatta anche di complicazioni dei percorsi. Ne conseguono oneri altissimi e in continuo aumento che si ripercuotono sulle bollette. Per la partecipazione delle famiglie, elemento di primaria importanza in una attività come questa, è addirittura delegata all’iniziativa autonoma delle aziende. Gli incentivi economici a chi ha comportamenti virtuosi e si comporta correttamente sono sporadici, insignificanti e quindi tutt’altro che “incentivanti”. 

In allegato: Rifiuti Urbani Una riforma che si può fare



Categorie:I documenti

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1 reply

  1. Incentivi a chi fa bene? Ne riparliamo dopo aver abolito la porcheria Cip6, che è ancora al suo posto. Prima di allora qualsiasi altra azione si rivelerà purtroppo puramente decorativa.

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