Non piace la musica scritta nel cemento del “Pentagramma” di Cervia. Anche Dario Fo, Premio Nobel per la lettura, ha firmato la petizione contro l’ennesimo sfregio a una località da sempre amata per l’accoglienza ambientale.

Blitz_Gatteo

Anche il premio Nobel per la Letteratura Dario Fo , una delle voci più autorevoli d’Italia e a livello internazionale ha firmato la petizione del comitato Abbasso il Grattacielo”. L’annuncio è stato dato dal portavoce dei 5 stelle cervesi, che ne ricava un incoraggiamento a contrastare l’incubo di cemento imposto dal progetto Cervia d’Amare presentato da Pentagramma Romagna.

Il comitato di cittadini, nato per contrastare la realizzazione del grattacielo a Milano Marittima, ha incassato anche l’adesione e il sostegno di parlamentari e amministratori locali e regionali del Movimento 5 Stelle, di esponenti di alto profilo del mondo accademico come Salvatore Settis, del giornalista Sergio Rizzo, del geologo Mario Tozzi e di artisti come Fabio Concato, ora può vantare un nome di rilievo, contro le speculazioni della politica.

La vicenda della nuova colata di cemento prevista dal progetto ripudia la storica vocazione cervese a differenziarsi dalla logica della cementificazione della Costa Romagnola. La città delle saline si è sempre promossa come una località turistica con valori ambientali specifici che in questo modo vengono meno. C’è da chiedersi che senso ha una promozione basata sulle saline, sulla pineta, sui magazzini del sale, sul buon cibo, su di una spiaggia di qualità, quando da anni avanza una logica del tutto diversa che rischia di trasformarla in una versione ridotta del mare di cemento che caratterizza Rimini (e la linea dei 15/18 euro tutto compreso?).

In questo modo si butta alle ortiche la politica fondata sul “Cervia Ambiente” e sulle battaglie storiche contro eutrofizzazione e il turismo massificato a basso costo. Si insiste infatti con la cementificazione e la speculazione edilizia, non curandosi neppure della fine del miracolo immobiliare. Il “Pentagramma” si inserisce infatti in una realtà che già alcuni anni fa vedeva la presenza di una miriade di seconde case. Ma nonostante questo si è continuato svendere il territorio per occuparlo con mattoni e cemento.

Tra coloro i quali non hanno capito che certe manovre non passano più in silenzio (e continuano in pratiche inaccettabili) c’è anche il sindaco di Cervia (e la sua maggioranza). Fu negato il referendum per paura di soccombere; rifugiatosi in un percorso partecipativo del tutto inconsistente. Oggi non si avvede neppure del clima che è cambiato e della possibilità più che concreta di essere “rottamati” e di doversi comunque misurare anche con quegli elettori che non partecipano al grande gioco politico ma non abdicano ai loro diritti di cittadini. Anche al di là del carisma della persona il valore della scelta di Dario Fo è un ulteriore incoraggiamento a mobilitarsi alimentando la speranza che le cose possano cambiare.

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Categorie:Le opinioni

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