Carbone addio Stati scandinavi e Usa si impegnano per lo stop a nuove centrali.

Con un  comunicato congiunto Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia e Usa hanno annunciato l’intenzione di non finanziare più nuove centrali a carbone all’estero, tranne che in circostanze eccezionali. Questa presa di posizione dei 5 Paesi scandinavi e degli Usa rafforza la tendenza crescente tra i maggiori finanziatori e donatori di spostare gli investimenti dai combustibili fossili alla transizione verso l’energia pulita e rinnovabile.

Secondo il Wwf è «un segnale importante che contribuisce a rafforzare il crescente allontanamento globale dal carbone, la fonte di energia più obsoleta e inquinante» e l’associazioone sottolinea che dopo i passi attuati da questi Paesi, dalla Banca Mondiale e più recentemente dalla Banca Europea per gli Investimenti, è ora che altre grandi istituzioni seguano l’esempio. Il WWF si è appellato alle istituzioni finanziarie, sia pubbliche che private, perché impegnino 40 miliardi di dollari in nuovi investimenti nell’energia rinnovabile entro il giugno 2014, e perché pongano termine agli investimenti in combustibili fossili. .

La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Bers/Ebrd) sta riconsiderando la sua  posizione sugli investimenti in tutti i tipi di energia, compreso il carbone e il Wwf  chiede anche ai Paesi scandinavi di attuare un cambiamento nei loro investimenti nazionali, che sono molto importanti, visto che i eolico_off_shore-2Fondi Sovrani della Norvegia sono i maggiori del mondo, e vedono investimenti in carbone e petrolio con emissioni equivalenti a più di 108 volte le emissioni della Norvegia stessa.

L’annuncio delle sei nazioni evidenzia anche una possibile svolta nella volontà politica, in vista dei negoziati internazionali che si terranno a novembre in Polonia. Sarà vitale fare concreti passi avanti nei prossimi negoziati sul clima delle nazioni unite perché il cambiamento climatico sta arrivando al limite critico.



Categorie:I documenti, Le notizie

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1 reply

  1. Hmmmm….nel mentre gli americani si servono estesamente del carbone nella generazione elettrica, e detengono riserve valide in quantità e qualità. La panzana degli shale sta volgendo al termine, e non credo che spegneranno le insegne pubblicitarie.

    Posso apprezzare le iniziative degli scandinavi, ma la posizione dell’imperatore mi sembra quantomeno sospetta.

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