Promozione turistica del 2014: si sceglie la qualità e si ci si affida di più all’esperienza propria e degli amici cui si rivolge il 90% di chi va in vacanza.

I viaggiatori europei fanno più attenzione alla qualità dell’ambiente, del paesaggio e dell’alloggio. Per la scelta di località e strutture ci si affida sempre di più alla propria esperienza e a quella degli amici e conoscenti che ci sono già stati – I dati della ricerca sui cittadini di 32 paesi europei.50313

Per chi si occupa di turismo è tempo di bilanci ma ancora di più della promozione per il 2014. Chi – per autopromuoversi – si preoccupa di dimostrare che la località che governa è andata bene o comunque meglio di quel che si pensava. Chi invece – pensando all’agenzia delle entrate – dopo aver garantito che la sua stagione andava meglio del previsto dice ora che è stato un disastro e che è tutta colpa di qualcun altro.

Un reportage giornalistico qualche settimana fa raccontava di stagioni salvate dai prezzi stracciati per le folle di turisti russi in arrivo negli aeroporti delle grandi mete del turismo di massa. C’è da chiedersi chi salverebbero queste soluzioni. Forse la faccia degli attori della promozione turistica e dei vari assessori al turismo. Non certo quello dei bilanci degli operatori. Si è sentito più di un albergatore confessare che, a certe condizioni, non si può garantire qualità e futuro. Come al solito si incolperà la promozione turistica scarsa, disorganizzata, povera di risorse pubbliche, si dirà nuovamente che non c’è una regia una politica eccetera. Fra qualche settimana si apre la stagione delle fiere e degli incontri con i tour operator che hanno adottato il principio base del caporalato: chiedere molto e in cambio di poco è tempo da parte di tutti di fare i conti con le vere ragioni dei problemi del turismo c’è infine chi si chiede cosa è necessario fare per tentare di sbarcare il lunario.

Nei ragionamenti e nelle affermazioni di operatori, commercianti, amministratori e governanti c’è sempre un po’ di verità ma ma il trend del turismo italiano non è in salita e forse ci sono anche altre grandi verità delle quali bisogna tener conto per vedere di contenere e affrontare la crisi. Certo che la soluzione non sta nei 15/18 euro persona per “notte e prima colazione” oppure nella coltivazione di eventi che hanno il solo scopo di dimostrare l’esistenza di chi li promuove.

Una buona promozione deve innanzitutto misurarsi con le aspettative del viaggiatore. Può servire a questo proposito quanto è emerso anche quest’anno con l’Eurobarometro che da anni scandaglia le opinioni, le intenzioni e le aspettative dei cittadini dei 27 stati della Ue più Croazia, Turchia, Macedonia, Islanda e Norvegia. I due aspetti principali di questo lavoro sono indubbiamente le aspettative del viaggiatore e le fonti di informazione alle quali si rivolge per programmare una vacanza. Non molte le novità e molte le conferme del trend in atto da tempo. I cittadini europei che vanno in vacanza scelgono la località e la struttura sulla base della natura e del paesaggio nella misura del 44%; della qualità dell’alloggio nel 31%; del livello dei prezzi nel 26%; delle attrazioni culturali nel 26%; della qualità dell’accoglienza nel 22%; dell’efficienza dei servizi (trasporti, ristoranti, negozi ecc.) nel 20%; dei servizi per le categorie disagiate (disabili, anziani, famiglie con bambini) nel 7%.

Anche le fonti di informazione alle quali il viaggiatore europeo si rivolge sono molto simili. La fonte di informazione più gettonata si conferma il consiglio di amici, parenti e colleghi (56%), l’accesso a internet (46%), le esperienze personali (34%), Agenzie e organizzatori di viaggio (21%), Cataloghi e depliants (11%), Giornali e TV (9%), Guide turistiche (8%), Social network (5%).

Ovviamente il viaggiatore non sceglie soltanto sulla base di una singola fonte ma desta un notevole impressione il fatto che il 90% dei potenziali viaggiatori europei si affidi alle proprie esperienze personali e quelle di amici e colleghi.

Si tratta di un dato stabile nel tempo e sostanzialmente omogeneo fra le varie nazionalità. Sempre maggiore il ruolo della qualità ambientale e paesaggistica e delle attrazioni culturali, importante la qualità dell’alloggio e dell’accoglienza; pari al livello dei prezzi. I dati riferiti ai viaggatori italiani differiscono un po’ da quelli europei per quanto riguarda un minor affidamento alle esperienze e un po’ di più per il ricorso ai viaggi organizzati. In caduta libera fra gli italiani il ricorso ai consigli di giornali e TV (5% contro il 9% degli europei). Più bassa in Italia rispetto alla media europea la fiducia nelle guide turistiche e nei consigli dei social network.



Categorie:I documenti, Le notizie

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