La città di Pavia e l’Oltrepò non riescono a far decollare il turismo, nonostante le grandi risorse naturali e culturali del territorio.

vlcsnap-2013-02-01-22h33m27s22L’Osservatorio nazionale del turismo, tramite l’Università Carlo Cattaneo di Castellanza, ha realizzato per la Camera di Commercio di Pavia e Unioncamere Lombardia una ricerca che prende in esame gli arrivi e le presenze turistiche nel periodo compreso tra marzo e maggio 2013. La provincia offre il dato peggiore in Lombardia con -14,3% di presenze negli alberghi nella primavera 2013 e con un – 9,6% in strutture extralberghiere rispetto allo stesso periodo del 2012. Anche per quanto riguarda gli stranieri, Pavia conquista la maglia nera in Lombardia con appena il 18% nella primavera 2013 in flessione dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2012. Sono dati preoccupanti, soprattutto se letti in prospettiva Expo 2015  che devono indurre serie riflessioni da tradursi in azioni concordate ed efficaci, tali da consentire al nostro territorio di invertire il trend negativo. Come hanno detto giornalisti canadesi in visita, il  territorio pavese ha tutto per essere attrattivo, ma pochi lo conoscono. E’ la conferma della fase di stanca seguita ai fasti del passato, del periodo nel quale l’Oltrepò era meta del turismo termale che ora è in grave crisi in tutte le destinazioni cresciute grazie alle convenzioni con gli enti previdenziali. Il settore – e con esso gli enti locali non sono stati in grado di mettersi al passo con i tempi e rispondere in modo adeguato alle nuove richieste dei viaggiatori.

Il problema non è soltanto del pavese ma di tutta la fascia a nord del Po. Infatti nelle quattro province del sud Lombardia, Pavia, Lodi, Cremona e Mantova  il 68% delle presenze turistiche proviene dalla Regione. Credo che i dati negativi siano anche frutto del momento economico: se le aziende chiudono, in giro non ci sono più neppure trasfertisti e operatori commerciali. Chiamati ad esprimersi sull’evoluzione futura di medio periodo (6-12 mesi) del settore, più del 36% degli imprenditori lombardi ritiene di perdere clienti nell’arco dei prossimi 12 mesi (solo il 18% si attende una crescita) e quasi il 85% di essi giudica negativo l’andamento del comparto turistico. Anche i tentativi di rilanciare nella chiave giusta il settore turistico non hanno avuto grande sucesso. Le responsabilità sono certamente delle strutture istituzionali ma anche delle associazioni di categoria ferme nella richiesta di investimenti ma con scarsa propensione all’innovazione. Il problema non è solo la promozione in quanto il 90% dei viaggiatori si basa sulla propria esperienza e su quella di conoscenti affidabili. La morale? Aumentare la qualità delle località e soprattutto delle strutture ricettive puntando su natura, cultura, capacità di accogliere e incrociare le nuove tendenze quali il turismo ciclistico, con i Bike Hotel, la produzione dei vini di qualità, la scoperta e la possibile fruizioone delle risorse ambientali del territorio e dei beni culturali della città e del territorio. 



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