Trivellazioni offshore di petrolio e gas: il Consiglio europeo adotta la direttiva sulla sicurezza

Il CoEstrazioni offshore danninsiglio dei ministri europeo ha adottato la direttiva sulla sicurezza delle attività petrolifere e gasiere offshore. il Consiglio sottolinea che «Il nuovo quadro normativo mira a ridurre il verificarsi di incidenti in relazione alle operazioni offshore di gas di petrolio ed a limitarne le conseguenze. Di conseguenza, aumenterà la protezione dall’inquinamento dell’ambiente marino e delle economie costiere. Stabilisce le condizioni minime per l’esplorazione e lo sfruttamento off-shore sicuro e migliora i meccanismi di intervento in caso di incidente grave».

La nuova legislazione Ue, fortemente voluta dalla Commissione europea dopo il disastro della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, si applica agli impianti ed alle operazioni esistenti e futuri.

Il Consiglio evidenzia che «Le operazioni petroliferi e gasiera offshore saranno condotte solo da operatori designati dai concessionari o dalle licensing authorities. La direttiva contiene disposizioni intese a garantire l’indipendenza e l’obiettività delle autorità competenti. Per evitare conflitti di interesse, gli Stati membri dovranno garantire una netta separazione tra le funzioni di regolamentazione relative all’ambiente ed alla salute  e le funzioni di regolamentazione in funzione dello sviluppo economico, incluse le licenze ed i ricavi del management».

Inoltre, la direttiva prevede anche regole per la trasparenza e la condivisione delle informazioni, la cooperazione tra gli Stati membri, i piani di emergenza e di preparazione alle emergenze e di risposta transfrontaliere.

Entro tre anni dopo la conclusione del periodo transitorio, la Commissione presenterà una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio per valutare l’attuazione della direttiva.

La direttiva è rivolta a tutti gli stati membri. I Paesi senza sbocco sul mare e gli Stati membri senza attività petrolifere e gasiere offshore dovranno applicare solo un numero limitato delle sue disposizioni. Gli Stati con acque offshore avranno due anni per recepire la direttiva nella legislazione nazionale, mentre un Paese senza sbocco al mare dovrà recepirla se una compagnia registrata in quel Paese e conduce operazioni al di fuori dell’Unione europee.



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