Le agenzie di viaggio nell’epoca del “turista fai da te” e della mancanza di fiducia che ha invaso la nostra vita quotidiana.

Come sempre in un’attività di scoperta come il turismo (quello vero) si presentano con anticipo tendenze che imn seguito interesseranno aree più vaste del panorama economico, sociale e politico. Così è anche per il dilagare della difficoltà a fidarsi delle strutture commerciali, politiche e istituzionali. In questi ultimi anni si è evidenziato sempre di più la difficoltà dei cittadini comuni a prendere fino ad arrivare alla vera e propria disaffezione per le proposte commerciali, le promesse elettorali, gli impegni dei candidati.

Nel turismo questo fenomeno viene segnalato sia in Italia che in tutta l’Europa dalle indagini demoscopiche della Gallup commissionati dall’Unione Europea fin dal 2009. Negli ultimi anni fa molto scalpore la notizia che oltre il 50% gli intervistati della prestigiosa agenzia di sondaggi dichiarino di scegliere la destinazione della propria vacanza sulla base di esperienze personali precedenti, sul consiglio di amici, parenti e/o colleghi e che le prenotazioni tramite le agenzie e/o organizzatori di viaggi calino progressivamente anno dopo anno, limitandosi a opzioni crocieristiche, viaggi proposti da organizzazioni dopolavoristiche e/o religiose, consumando così il declino delle agenzie che prevalentamente rivendono proposte di turismo massificato a scatola chiusa.

Una testimonianza di queste tendenze che sono apparse inizialmente nel settore turistico ma poi si sono allargate a tutti i settori della vita sociale, commerciale, economica e politico/istituzionale, arriva da una dichiarazione raccolta da TTG Report in un corso di formazione per il personale delle aziende organizzatrici di viaggio che spiega la situazione attuale del lavoro in molte agenzie: “Fate bene a parlarci di consulenza, di seguire il cliente, di dedicare il giusto tempo a spiegare le caratteristiche di una nave o di un tour in Patagonia. Sono un agente, è il mio lavoro, e mi piace farlo bene. Ma in agenzia siamo in due (eravamo di più, prima…) e due sono i problemi che abbiamo. Primo, non possiamo più specializzarci: una volta io mi occupavo di famiglie e viaggi di nozze, le mie colleghe facevano gruppi e individuali “semplici” (Sharm, Tunisia ecc.); oggi tutte e due facciamo tutto, e certo non bene come prima. Ma il peggio è quando abbiamo gente in coda: lo so che il terzo in fila è un cliente affezionato con un bel budget da spendere, so anche dove farlo andare, ma se sono alle prese con un biglietto del treno o con un’auto a noleggio, che faccio?! Mollo i primi due clienti e mi rivolgo subito a quello buono?! Quindi lo saluto, cerco di trasmettergli mentalmente il messaggio “stai qui, stai qui! non te ne andare!” e continuo il mio lavoro. E prego il dio delle agenzie di viaggi che doni al cliente la pazienza di aspettare”.

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Categorie:Le opinioni

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