Abruzzo e Molise: Sì all’eolico off shore! No alle trivelle!

eolico_off_shore-2Legambiente giudica una brutta notizia per l’ambiente la decisione del Consiglio di Stato di fermare la realizzazione dell’impianto eolico off shore al largo delle coste di Abruzzo e Molise. «È stata una scelta miope, quella delle amministrazioni che hanno fatto ricorso contro un progetto di energia pulita a 8 chilometri dalla costa – commentano Angelo Di Matteo e Maria Assunta Libertucci, presidenti rispettivamente di Legambiente Abruzzo e di Legambiente Molise – e ipocrita da parte di chi oggi si fa paladino dell’ambiente ma continua a dare autorizzazioni per villette e porti turistici che stanno distruggendo le coste abruzzesi e molisane, e che talvolta sono anche finite sotto sequestro». Un giudizio pesante come un magigno che arriva a poche ore dalla nomina della nuova giunta molisana e che chiama a dover fare i conti con un ambientalismo che rimette in discussione, anche se ora è tardi, le scelte degli amministratori della costa votati più al rifiuto d’ufficio rispetto a un problema che forse poteva essere affrontato in un’ottica diversa. Cosa che ora stanno facendo i vertici di Legambiente di Abruzzo e Molise. Associazione che ricorda come «negli ultimi anni la crisi del turismo lungo la costa di Abruzzo e Molise si è aggravata proprio a causa della cementificazione, che ha continuato a distruggere gli ultimi paesaggi liberi del litorale e favorito la loro erosione, a testimonianza della mancanza di strategie paesaggistiche e di un governo del territorio capaci di procedere in modo integrato verso scenari responsabili e sostenibili». Ma un aspetto diventa, in questo momento di cirsi economica, rivoluzionario. Ambiente che può produrre posti di lavoro. «In due regioni dove il problema della precarietà di lavoro diventa ogni giorno più drammatico – concludono i due presidenti – si rinuncia a 2-300 posti occupazionali che la realizzazione dell’impianto eolico off shore e la sua successiva gestione avrebbero reso possibili. Grazie ad esso, infatti, si sarebbe prodotta energia pulita capace di soddisfare i fabbisogni di almeno 120mila famiglie, con vantaggi ambientali e economici che gli Enti locali avrebbero potuto far ricadere sul territorio, nella forma di interventi di qualificazione della costa e di valorizzazione turistica». Il paradosso di questa storia è che il progetto dell’impianto era stato allontanato dalla costa, come chiedevano gli Enti Locali, e i cavidotti erano stati spostati per evitare di arrecare danni alle dune, con attenzioni ambientali che mai si erano viste in Abruzzo e Molise per progetti di trasformazione del territorio. «Legambiente – concludono i responsabili regionali di Abruzzo e Molise Di Matteo e Libertucci – continuerà la sua battaglia per evitare che al posto dell’impianto eolico vengano proposte trivellazioni che arrecano (queste sì, sul serio), danni all’ambiente, agli ecosistemi e al clima. Per questo motivo, l’associazione è parte attiva nella realizzazione della manifestazione del prossimo 13 aprile a Pescara e sosterrà con forza l’uscita dal petrolio, per e con le rinnovabili».



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