La solidarietà nel cuore del rilancio del progetto europeo.

All’origine, la solidarietà, basata sulla ricerca d’interesse comune, è stata voluta e progettata come il cuore e il motore della costruzione europea.

La solidarietà si imponeva allora per necessità e dovrebbe imporsi ancora oggi nella situazione di crisi e di mondializzazione nella quale ci troviamo .

Nel corso degli ultimi trent’anni, l’egemonia culturale ”ultra liberale”, che ha inspirato la maggior parte degli Stati membri, ha imposto, giorno dopo giorno, meno solidarietà negli Stati membri e, per contagio, nell’Unione Europea nel suo insieme. Questa visione ideologica dell’economia si è tradotta nello smantellamento dei servizi pubblici, e ha designato il mercato come regolatore supremo dell’economia e, di conseguenza, della vita del cittadino europeo.

Le derive della politica ultra liberale, causa della crisi economica, continuano lo smantellamento delle conquiste sociali degli Europei (sicurezza sociale, pensioni, istruzione, ricerca, ecc.) frutto di lunghe e difficili battaglie sociali. Infatti, questo tipo di politica fragilizza la costruzione europea confinandola sempre di più ad un ruolo di zona di libero scambio, dove l’interesse del cittadino europeo non ne è più il motore.

In concomitanza con le tentazioni d’isolazionismo regionale e nazionale, questa politica ha iinoltre fatto perdere ai popoli europei la percezione di un destino comune.

L’eccessiva finanziarizzazione dell’economia coniugata con l’assenza di controllo, ha portato all’attuale crisi economica e alle difficoltà incontrate in seno agli Stati Membri.

Le attuali risposte dell’Unione Europea non sono all’altezza delle sfide alle quali siamo confrontati perché restano troppo nazionali e sono insufficientemente solidali .

In effetti, in questa tormenta finanziaria, i Governi aiutato massicciamente, a proprie spese, le banche a salvarsi dalla bancarotta per tornare a un deficit inferiore al 3% e fanno pagare il conto al cittadino europeo delle sole classi medie e popolari.

Questa situazione, perpetuandosi, genera una massiccia precarietà del lavoro e disoccupazione, il che si accompagna ad una riduzione drastica dei servizi pubblici, qualificati come sovrabbondanti, troppo costosi, e inutili.

Allorché, è proprio nei periodi di crisi,che i servizipubblicie i servizi d’interesse generale sono maggiormentenecessari. Essi, non solo, possono assumere un ruolo di ammortizzatore della crisi ma possono anche rinsaldare la coesione sociale e preparare la ripresa economica. In effetti, la solidarietà consiste anche nel proiettarsi insieme nel futuro, consiste anche nel concepire la coesione sociale come condizione per una sana e durevole competitività dell’economia europea.

Questi sforzi non possono trovare la loro piena efficienza se non in ambito europeo.

Come si può garantire il ritorno almodellosociale europeoe il suo consolidamento che coniughilibertà, democrazia,solidarietàcollettive, progresso sociale, sviluppo equo e durevole ?

Grazie a una maggiore solidarietà a tutti i livelli. Solidarietà civica. Solidarietà tra le generazioni. Solidarietà fra attivi e non attivi, tra precari e non precari. Solidarietà traStati Membriin seno all’Unione Europea,

Per costruire una Unione Europea solidale che riunisca i Popoli e sia al servizio dei cittadini,

Per salvaguardare e rafforzare il modello sociale europeo,

Per trovare le risposte alla crisi che necessitano “governanza” economica e stanziamenti budgettarii europei adeguati,

Per far sì che le legittime scelte politiche, attuate a livello europeo, nazionale, regionale e locale, siano rese vigenti da servizi pubblici permanenti, competenti e, quindi, indipendenti da tutti i gruppi di pressione, nazionali, internazionale e di interesse settoriale,

Per far sì che L’Unione Europea disponga, effettivamente, della massa critica necessaria per elaborare le soluzioni eque e solidali, da un lato, e per difendere i valori e gli interessi comuni dei suoi stessi cittadini sulla scena internazionale, dall’altro,

Per far si che i “Popoli d’Europa” siano chiamati dai loro governi ad un’unione sempre più forte e per far si che i “cittadini europei” siano effettivamente rappresentati in Parlamento nell’elaborazione delle politiche europee (art. 14 TUE),

Noi firmatari,chiediamo cheun dibattitopubblico ad ampio raggio sia lanciato, a breve termine, affinché il cittadino europeo possa, con cognizione di causa, fare le proprie scelte sull’Europa da costruire insieme,

Noi firmatari, chiediamo al Parlamento Europeo, alla Commissione Europea, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato Europeo delle Regioni di aprire questo dibattito in seno a loro e con i cittadini europei.



Categorie:Le notizie

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